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brignoli diego
VERBANIA – 20.05.2015 – Una ne chiede le dimissioni

perché indagato e non super partes; l’altro per "incapacità". Diego Brignoli, presidente del Consiglio comunale e della Commissione d’indagine riservata  sulla palazzina “popolare” di via Case Nuove è nel mirino. Il fuoco incrociato viene da Stefania Minore e dalla sua mozione su “firmopoli”, ma anche da Marco Parachini, consigliere comunale di minoranza ma soprattutto ex assessore all’Urbanistica e “padre” del contestato progetto.

Ieri sera dal suo profilo Facebook Parachini ha chiesto apertamente le dimissioni di Brignoli. Il motivo? I lavori della commissione e l’inusuale, partecipata, visita al cantiere, che l’esponente di Comunità.vb racconta così: “Nella giornata odierna (ieri, ndr) ho scoperto che lunedì si è svolta un'udienza della Commissione Inquirente che non si è limitata all'interrogatorio dei Dirigenti, ma ha preteso di accedere allo stabile di via Case Nuove. Sin qui nulla di male (evidentemente gli inquirenti speravano di rinvenire un cadavere annegato nel cartongesso di via Case Nuove); il male è che durante il sopralluogo la Commissione è stata integrata da altri soggetti di varia umanità e provenienza. Ma la Commissione non doveva essere ‘riservata’?”.

Parachini, che conclude il suo intervento con un lapidario “Diego dimettiti”, parla di “quesiti e illazioni formulate dagli ‘esterni’ nel corso del sopralluogo”.

Quello della Commissione, che per mandato deve tirare le somme entro il 31 maggio, è stato un parto travagliato. Proposta da Vladimiro Di Gregorio di Sinistra Unita e non gradita al sindaco Silvia Marchionini e alla civica “Con Silvia per Verbania”, è stata istituita col voto determinante del Pd, espresso dal segretario cittadino Riccardo Brezza e dal capogruppo Davide Lo Duca nel nome della trasparenza. Per regolamento deve essere composta da un membro per ogni gruppo, ma è stata talmente controversa che i due gruppi riconducibili a Forza Italia, Comunità.vb (per incompatibilità di Parachini), Ncd, Fronte nazionale e Con Silvia per Verbania l’hanno disertata fin da subito. Per regolamento in effetti deve essere riservata: “La convocazione e le risultanze della audizione restano riservate fino alla presentazione al Consiglio della relazione della commissione. Fino a quel momento i componenti della commissione, i funzionari comunali, i dipendenti comunali ed i soggetti uditi sono vincolati al segreto d’ufficio ed alle leggi vigenti”.

Sul tema delle dimissioni di “firmopoli” sopra citate, intanto, si registra l’intervento di Renato Brignone di Sinistra & Ambiente, che critica Minore invitandola a non fare di tutta l’erba un fascio e di non accomunare Brignoli e Grieco – al momento solo indagati – con chi avrebbe apposto firme false. Per Brignone le eventuali irregolarità dei due esponenti del Pd sono riconducibili a una legge “carente”, quella delle autentiche per candidarsi alle elezioni.

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