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VERBANIA – 01.04.2015 – Sarà una commissione d’indagine

L’ha deciso il Consiglio comunale con una maggioranza trasversale, senza il voto del sindaco Silvia Marchionini, né dalla civica “Con Silvia per Verbania”, con l’abbandono dell’aula di Michael Immovilli e Adrian Chifu, Damiano Colombo (Ncd) e di Marco Parachini di Comunità.vb, assessore sotto il quale il progetto è nato: “ho sempre detto che mi assumo personalmente la piena responsabilità, ma visto che la richiesta è sottoposta all’aula e sono interessato, non parteciperò”. Il promotore è stato Vladimiro Di Gregorio, che già nel Consiglio di inizio marzo – quando s’era dato il via libera alla vendita a libero mercato degli appartamenti per coprire il “buco” e ne era nata una polemica – aveva insistito su questo punto.

La Commissione nasce con un preciso scopo: “verificare i motivi del ritardato inizio dei lavori per gli interventi di edilizia sovvenzionata per la costruzione di 15 alloggi in via Case Nuove a Verbania che hanno prodotto una perdita di contributo regionale di euro 1.917.540,00 (in realtà il finanziamento non è stato revocato, ma sospeso, ndr)”.

Ne fanno parte un rappresentante per gruppo consiliare. Poiché non tutti vi hanno aderito e, anzi, 6 gruppi (Comunità.vb per incompatibilità, Ncd, Fronte nazionale, Con Silvia per Verbania e i due riconducibili a Forza Italia) su 12 si sono chiamati fuori, avrà 6 membri: Diego Brignoli per il Pd (nominato presidente), Di Gregorio per Sinistra Unita, Robeto Campana (M5S), Stefania Minore (misto), Carlo Bava (CittadiniConVoi) e Renato Brignone (Sinistra e Ambiente).

Il segretario cittadino Riccardo Brezza ha schierato il Pd a fianco di Di Gregorio “il ritardo non è certo imputabile a colpe di questa Amministrazione, ma siamo per la trasparenza”, perdendo per strada alcuni pezzi. Oltre al sindaco, al momento del voto non erano in aula i democratici Michele Rago, Lilliana Maglitto e Rossella Contini. Contro hanno votato Filippo Marinoni e Fausto Cavallini di “Con Silvia per Verbania” insieme al Fronte nazionale. A rischio numero legale (se le minoranze fossero uscite la seduta sarebbe stata sospesa) la maggioranza è stata aiutata da Brignone, Bava, Minore e Campana.

Questa divisione democratica riflette la diversità di vedute emersa nella riunione preconsiliare, in cui più d’una voce scettica – il sindaco in primis – s’è levata sull’opportunità di una commissione d’inchiesta quando i consiglieri hanno tutti i mezzi di indagine per verificare. Ha prevalso la linea del partito, sostenuta da Brezza e dal capogruppo Davide Lo Duca per cui un “no” avrebbe mediaticamente messo in difficoltà il partito perché sarebbe stato interpretato come un tentativo di eludere i controlli.

Attraverso la consultazione degli atti e le audizioni di funzionari, dirigenti e di chi la Commissione riterrà opportuno ascoltare, verrà stilata – entro il 31 maggio – una relazione da sottoporre al Consiglio comunale, cui spettano le conclusioni.

Mentre lo stesso Di Gregorio afferma che “è un dovere controllare”, che “la commissione non è un tribunale e quindi nessuno è sotto processo”, sull’altro fronte il pentastellato Roberto Campana è più esplicito: “chiariamo le zone d’ombra e se ci saranno risultanze procederemo secondo legge” perché – dice Minore – “oltre al danno erariale c’è il danno dei cittadini che non avranno la casa”.

La vicenda di via Case Nuove risale al 2013. Il Comune ha realizzato una palazzina popolare con 15 alloggi ecosostenibili sulla garanzia che il Comune avrebbe pagato 1,9 milioni sui 2,2 necessari. In corso d’opera la Regione s’è chiamata indietro e il Comune s’è sobbarcato la spesa bloccando gli avanzi di amministrazione del 2012 e 2013. Nel perdurare dell’incertezza e con un bilancio ridotto all’osso, l’Amministrazione ha deciso di far cassa vendendo, pur controvoglia, gli appartamenti.

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