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VERBANIA – 24.01.2016 – Il “caso” dell’ex Pretorio

di Intra agita il Partito democratico di Verbania. In casa Pd l’apertura del sindaco alle sollecitazioni ricevute e la promessa di ridiscuterne la vendita tra pochi mesi era stata accolta come un segnale positivo. La notizia che l’asta s’è tenuta regolarmente e ha determinato un’aggiudicazione provvisoria, ha spento gli entusiasmi e creato tensioni che saranno discusse lunedì sera nella segreteria cittadina del partito.

La riunione era già convocata – con il sindaco Silvia Marchionini candidato – proprio per affrontare il futuro dell’ex Pretorio. Tutti però pensavano che si dovesse iniziare a discutere nel merito della proposta. L’asta ha cambiato tutto e ha acuito le frizioni interne tra il primo cittadino e una parte del partito, tanto che non si possono escludere decisioni “forti”, come le dimissioni dagli incarichi politici (non in Consiglio) del segretario cittadino Riccardo Brezza o del capogruppo a Palazzo Flaim Davide Lo Duca. Sulla questione Brezza è prudente. Non conferma, ma non smentisce e rimanda ogni valutazione senza anticipare le sue intenzioni. “Parliamone martedì”, si limita a dire trattenendo a fatica un certo malessere. Sulla vendita dell’ex Pretorio già a giugno, in Consiglio comunale, il Pd – compreso l’allora presidente del Consiglio comunale Diego Brignoli – aveva incalzato il sindaco, strappando un sì condizionato al piano delle alienazioni: prima vendiamo il resto, poi discuteremo dell’ex Pretorio. La pubblicazione del bando per la vendita all’incanto aveva spinto la maggioranza dei consiglieri Pd a sottoscrivere una lettera indirizzata al sindaco volta a tornare indietro rivalutando il ruolo strategico che avrebbe potuto avere l’edificio. Incontro, colloqui e prese di posizione pubbliche avevano spinto il primo cittadino a temporeggiare annunciando, a inizio mese, il “congelamento” dell’asta e incassando il plauso dei suoi.

Nei fatti però è accaduto il contrario e di questo i democratici dovranno discutere lunedì sera. La questione è di merito, ma anche di metodo perché il gruppo in questa vicenda ha perso pubblicamente la faccia. Nel suo anno e mezzo alla guida di Verbania Marchionini ha sempre tirato dritto per la sua strada lasciando poco spazio di manovra al partito e al gruppo consiliare. Più che sul futuro di quei 49 metri quadrati di vetrine al piano terra di piazza Ranzoni, il nocciolo della questione sono gli equilibri tra chi è eletto per amministrare (il sindaco) e chi per dare indirizzi e vigilare (il Consiglio comunale).

Nervi tesi nel Pd, lunedì la segreteria cittadina con il sindaco

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