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immovilli michael
VERBANIA – 08.01.2016 – Il primo round

è finito a favore del partito degli “incompatibili”, ma ha lacerato la maggioranza. Il secondo si giocherà lunedì sera e si preannuncia altrettanto incerto. Palazzo Flaim s’appresta a votare l’incompatibilità definitiva del consigliere Michael Immovilli che, come presidente della società calcistica Victor Intra, è in lite col Comune – il ricorso si discute martedì 12 ma c’è già stato un pronunciamento sfavorevole al Comune che ha sospeso gli atti – per la nota vicenda dell’assegnazione degli impianti sportivi comunali a Virtus Verbania, Accademia Verbania e Gs Fondotoce.

In attesa del voto, che sarà da “dentro o fuori” e dovrà avviare le procedure per la decadenza (entro 10 giorni se non verrà rimossa l’incompatibilità), il clima si sta scaldando. Il consigliere di minoranza Renato Brignone (Sinistra & Ambiente), tra coloro che avevano votato per il “no” all’incompatibilità, nei giorni scorsi ha sollecitato un parere legale all’avvocatura comunale da soppesare insieme a quello del legale di Immovilli, Marco Marchioni, per fornire ai consiglieri gli elementi utili a un giudizio. Parere che è stato depositato stamattina e che non giunge a conclusioni definitive. Secondo il legale del Comune, infatti, ci sono due interpretazioni all’articolo 63 della legge 267/2000 (il testo unico degli enti locali, la norma che sarebbe stata violata dal consigliere ricorrendo al Tar): uno di “tipo formalistico” che lo riterrebbe compatibile perché la causa non è promossa personalmente da Immovilli, ma come presidente della società e nell’interesse di questa e non propria personale; un altro “di tipo sostanzialistico” che, interpretando le recenti normative anticorruzione ma considerando l’evoluzione della legge (che è del 2001), potrebbe configurare l’incompatibilità. L’avvocato scrive infatti che “non si può escludere a priori” questa interpretazione restrittiva.

A scanso di equivoci, le ultime righe del parere, già inviato a tutti i consiglieri comunali insieme a quello della controparte, riportano la palla al centro: “gli elementi interpretativi contenuti nella presente nota lasciano ovviamente ferma la totale autonomia dei consiglieri nella decisione”.

In sostanza, forse sì, forse no, ma decidete voi.

Nelle tre pagine che provengono dal Comune non si fa cenno a altri pareri, come quello della Regione Friuli Venezia Giulia, o sentenze di Cassazione che sono alla base del parere dell’avvocato di Immovilli. Secondo Marchioni, il consigliere-presidente può restare al suo posto perché la lite non è pendente per fini personali, ma in nome e in conto della società sportiva. Tutto ciò senza contare l’esito della richiesta di sospensiva che, di fatto, è stato sfavorevole al Comune perché ha sospeso le convenzioni a partire da fine gennaio e inizio febbraio. Sul piano politico, infatti, Immovilli insiste nel proclamarsi “innocente” e vittima di una sorta di punizione e di un piano trasversale (anche Mirella Cristina, segretario provinciale del suo partito – Forza Italia – è per l’incompatibilità) per farlo tacere in quanto “scomodo”.

In mancanza di un parere inequivocabile e chiaro, è facile ipotizzare che ci saranno posizioni discordanti e che, come avviene da settimane, la battaglia sarà a colpi di carte bollate, pareri e prese di posizione.

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