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immovilli michael
VERBANIA – 27.12.2015 – La scadenza è San Silvestro.

Michael Immovilli ha quattro giorni esatti di tempo per decidere se dimettersi da presidente della società calcistica Victor Intra restando consigliere comunale, o se “sfidare” il Consiglio comunale che l’ha già dichiarato – seppur con una stretta maggioranza – incompatibile per la vicenda del ricorso al Tar sulla gestione dei campi da calcio comunali, sottoponendosi al voto di decadenza.

La procedura della sua espulsione dall’assemblea municipale è chiara: 10 giorni di tempo per “formulare osservazioni” (già formulate alla vigilia del voto con una nota del suo legale, Marco Marchioni) o “per eliminare le cause di ineleggibilità o di incompatibilità”. Perdurando la situazione, il presidente del Consiglio comunale Marco Bonzanini dovrà convocare il Consiglio comunale entro altri 10 giorni (il 10 gennaio, con la conferenza dei capigruppo convocata già per il 28) per un voto definitivo, che visto il dibattito di lunedì scorso a Palazzo Flaim dovrebbe essere scontato nell’esito dato il merito delle contestazioni (ampiamente dibattute a fronte di più pareri interpretativi), ma non lo è dato l’esito del primo voto (10 astenuti nella maggioranza). Oltre il 10 gennaio, se Immovilli non recedesse, si dovrebbe votarne la decadenza entro il 20 gennaio. Prima di questa data, però, c’è l’udienza di merito del Tar, che il 12 gennaio ascolterà le parti e deciderà sul ricorso e la richiesta di annullamento degli affidamenti dei campi di Renco e Possaccio (all’Accademia Verbania calcio), di Fondotoce (al Gs Fondotoce) e dello stadio “Pedroli” (alla Virtus Verbania), i primi due già sospesi con decorrenza a fine gennaio.

Il diretto interessato, che lunedì in aula ha ripetutamente sfidato i consiglieri di maggioranza agitando lo spettro di azioni legali al punto che in tanti si sono sentiti in qualche modo “minacciati”, è deciso a andare sino in fondo. “Non sono incompatibile e quindi non lascerò nessun incarico – dice –. Ho ricorso al Tar non come persona fisica ma come presidente di una società sportiva dilettantistica che non ha scopo d lucro. L’ho dovuto fare perché sindaco e giunta hanno commesso un’evidente irregolarità e, anche se avvisati e invitati a riparare, hanno voluto andare avanti”.

L’intenzione è quella di andare avanti per la propria strada. “Per me sarebbe più facile e comodo lasciare a altri la presidenza della Victor Intra – spiega –, ma sarebbe ingiusto. E, comunque, non cedo perché io sono nel giusto. Se qualcuno, per me illegittimamente perché ci sono pareri e sentenze favorevoli, voterà la decadenza, allora ricorrerò e ciascuno se ne assumerà le proprie responsabilità”.

Il ricorso, come stabilito da una sentenza della Cassazione del 2011, spetta per competenza al tribunale di Verbania. “Se devo andarci di nuovo lo farò – conclude –. Certo, è evidente che la presa di posizione contro di me è tutta politica. Do fastidio, al sindaco come a altri non di maggioranza (Mirella Cristina, collega di partito in Forza Italia, che ha votato per l’incompatibilità, ndr), e così mi vogliono mettere a tacere. Ma ottengono il risultato contrario”.

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