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stadio biancocerchiato vb
VERBANIA – 17.12.2015 – Delibere e determine sospese

e affidamenti da rifare. La seconda sezione del Tar del Piemonte ha depositato oggi l’ordinanza che accoglie la richiesta di sospensiva degli atti che in estate portarono la giunta Marchionini a affidare direttamente gli impianti di Possaccio e Renco all’Accademia Verbania calcio. Sospensiva chiesta dal consigliere comunale Michael Immovilli in qualità di presidente della società calcistica Victor Intra e “congelata” per lo stadio Pedroli per una questione burocratica. Nessun dirigente della Virtus Verbania, infatti, ha mai ritirato nella sede legale di San Maurizio d’Opaglio la raccomandata con cui l’avvocato della Victor, Marco Marchioni, ha notificato il ricorso. Non essendosi costituito il club del presidente Giuseppe D’Onofrio, il giudizio di merito è rinviato al 12 gennaio 2016, quando è già convocata una nuova udienza in camera di Consiglio.

Le motivazioni che hanno spinto il Tar a accordare la sospensiva, anticamera di un giudizio favorevole alla Victor, stanno nel regolamento comunale per la gestione del patrimonio, secondo il quale gli affidamenti diretti, senza gara d’appalto, possono essere solo temporanei per un periodo non superiore ai sei mesi. I giudici, in sostanza, hanno ritenuto illegittimo l’affidamento annuale di Possaccio e Renco – e con ogni probabilità, per deduzione logica, faranno lo stesso anche per il “Pedroli” –  fissando anche un principio che, per il futuro, cambierà radicalmente la storia del calcio cittadino. Fin dagli anni ’90 e dalla giunta Reschigna, la prima che introdusse la convenzione per lo stadio, la gestione pluriennale era affidata al Verbania, storico club cittadino. D’ora in avanti, stando agli attuali regolamenti, si dovrà bandire una gara d’appalto e non varrà più il principio, messo nero su bianco dalla giunta Marchionini per giustificare l’affidamento alla Virtus, della più alta categoria calcistica d’appartenenza.

Utilizzando un gergo calcistico si può però dire che i giudici hanno fornito un assist all’Amministrazione comunale, salvandola in corner. Nel dispositivo dell’ordinanza, infatti, è precisato che la sospensiva degli atti scatta alla scadenza dei sei mesi, cioè entro il limite dell’affidamento temporaneo. Questo per permettere la continuità nella gestione senza danni alle strutture e per dar tempo all’ente di predisporre le gare d’appalto. La gestione di Renco e Possaccio cesserà quindi il 3 febbraio, quella del “Pedroli” (se il Tar il 12 gennaio seguirà lo stesso orientamento) qualche giorno prima: il 30 gennaio.

È facile prevedere che, in questo quadro e se il ricorso verrà accolto, il Comune ricorra a un altro affidamento temporaneo di pochi mesi in attesa di individuare il nuovo gestore con gara.

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