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casa ceretti
VERBANIA – 28.09.2015 – Una ristrutturazione quest’anno

e l’acquisto l’anno prossimo. Sono questi i piani del Comune su “Casa Ceretti”, la sede intrese del Museo del Paesaggio. A delinearli, in questi giorni, è stata l’Amministrazione Marchionini che ne ha parlato, sia alla Commissione Bilancio, la settimana scorsa, sia a quella Urbanistica-Patrimonio di ieri sera.

La prima mossa, da affidare a delibera di giunta forse già oggi, è la richiesta di un contributo straordinario alla Fondazione Cariplo sul bando dei cosiddetti interventi “emblematici minori” per portare a termine la ristrutturazione dell’edificio nell’ala che dà su via Marsala. Il costo stimato s’aggira sui 200.000, che saranno coperti per più della metà – 120.000 euro – dal contributo della fondazione. La quota del Museo, che è a tutti gli effetti il proprietario di casa, è minima: 15.000 euro, il 7,5%. Verbania, invece, stanzierà 65.000 euro, cioè quasi un terzo della somma. Ma, soprattutto, nel 2016 acquisterà l’immobile. L’operazione inizierà a muovere i primi passi domani, con il passaggio in Consiglio comunale della variazione di bilancio che, nell’esercizio 2016, dirotta i 235.000 euro dell’adeguamento dei marciapiedi all’acquisto di Casa Ceretti. In realtà quel denaro non è così certo sarà a disposizione perché deriva dalle alienazioni patrimoniali, dipende cioè dalla vendita di alcuni immobili, principalmente gli appartamenti di via Case Nuove, la cui prima asta è andata quasi deserta.

Nelle intenzioni dell’Amministrazione Casa Ceretti dovrà diventare una nuova attrattiva del rione Sassonia, un punto di riferimento artistico-culturale rivolto anche ai giovani, come peraltro prevede il legato testamentario con cui la pittrice Elide Ceretti lasciò l’immobile al Museo del Paesaggio alla sua morte, negli anni ’90.

La storia di Casa Ceretti inizia con una donazione e prosegue, travagliata, tra costosissimi interventi di ristrutturazione e un mutuo che pesa parecchio sulle casse del Museo del Paesaggio, come è stato spiegato in Commissione Finanze dove, sostanzialmente, è stato affermato che l’acquisto ha lo scopo di “salvare” il Museo da un possibile dissesto. Tenere sotto controllo i conti è stata la missione, negli ultimi due anni, del presidente Massimo Terzi che ha reperito contributi pubblici e privati e che ha tagliato le spese, comprese quelle del personale.

L’operazione di “Casa Ceretti” comporta per il Comune un importante onere finanziario nell’immediato ma anche la crescita dei costi di gestione e manutenzione di spazi espositivi pubblici a gestione diretta o indiretta che a oggi comprendono la ristrutturanda (ancora inagibile) sede del Museo a Palazzo Viani Dugnani, l’altra sede museale di Palazzo Biumi Innocenti, la biblioteca di Villa Maioni con la relativa dependance, Villa Giulia, il Kantiere di Possaccio e il Museo del Lago a Intra. Dall’anno prossimo s’aggiungeranno a questo elenco il Cem (il cantiere si chiuderà entro l’anno) e Villa San Remigio (concessa in comodato dalla Regione). È invece in fase di stand by, ma ancora operativo, il progetto di recupero di Palazzo Cioia a Suna (anch’esso inagibile) come sede di corsi di alta formazione musicale, mentre s’avvia verso il crollo l’ala nobile di Villa Simonetta, a Intra, inutilizzata, fatiscente e con gravi danni strutturali per i quali è stata chiesta una perizia a un ingegnere.

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