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consiglio comunale verbania marzo 2015

VERBANIA – 30.04.2015 – Il tesoretto dove lo metto… Ci si scusi il gioco di parole ma è questa la sintesi più efficace dei conti di Verbania. Ieri il Consiglio comunale ha approvato (24 sì, 5 astenuti) il consuntivo 2014, primo tempo della partita “finanziaria” che si chiuderà entro il 31 maggio col previsionale 2015.

Il trait d’union tra i due documenti contabili è l’avanzo di amministrazione 2014, che è di 7,8 milioni di cui 2 non vincolati e da spendere nel 2015. Come, lo si vedrà anche se, come ha detto Marco Parachini di Comunità.vb, il più “navigato” dei consiglieri comunali, “inviterei l’Amministrazione a fare attenzione perché non è proprio un tesoretto, è un avanzo drogato”. Il riferimento è al fatto che, per la prima volta, il consuntivo viene redatto coi principi della contabilità armonizzata dai quali deriva in larga parte la consistenza dell’avanzo. “Una rivoluzione che rende difficile anche solo valutarlo", ha affermato il capogruppo Pd Davide Lo Duca, che ha invitato a rinviare i giudizi al previsionale 2015.

“Però una scelta politica l’avete fatta – ha osservato Stefania Minore del gruppo misto –: vendere gli alloggi popolari di via Case Nuove, che sono già stati pagati (1,9 milioni, ndr) e il cui costo è coperto con un accantonamento”.

Su via Case Nuove netta la stroncatura di Michael Immovilli: “manca il contributo promesso dalla Regione, una decisione grave alla quale speriamo che Torino rimedi”. “Vi fate belli con l’avanzo di amministrazione creato dal commissario Mazza con il salasso delle tasse ai danni del cittadino. Ecco di chi è il tesoretto…”.

Contro Immovilli e critico verso Parachini, componenti dell’ex maggioranza, il consigliere di Sinistra Unita Vladimiro Di Gregorio: “meglio che non parliate visto il disastro della vostra gestione”.

Senza voti contrari il bilancio è passato con in sicurezza, anche se lo scontro politico è solo rimandato al previsionale 2015.

Via libera dall’assemblea di Palazzo Flaim anche al nuovo piano finanziario della Tari (all'unanimità) e alla riduzione (leggi qui i numeri) della tassa rifiuti (21 sì, 2 no di Immovilli e Chifu, 3 astenuti) fortemente voluta dall’Amministrazione Marchionini, sulla quale c’è stato un battibecco tra Immovilli “non è vero che l’avete abbassata” e lo stesso sindaco che ha cercato di spiegargli come la riduzione fosse reale perché diminuisce il costo del servizio. Immovilli è stato oggetto di critiche anche dai banchi della maggioranza e il dibattito s’è scaldato. In verità in precedenza c’era stato un altro forte "scambio di opinioni" tra Roberto Campana dei 5 Stelle e il primo cittadino sui rottami del porto. “Non accetto – ha detto Marchionini – che voi gettiate discredito sull’Amministrazione anziché discutere e proporre”.

A proposito di rifiuti, Giorgio Tigano ha lamentato la disparità di trattamento tra una categoria e l’altra “perché il calcolo dovrebbe basarsi su quanti rifiuti uno produce: gli studi e le banche ne hanno pochissimi eppure pagano tanto”. “La Tari non la faccio io, nemmeno le categorie. Ci sono leggi e tabelle nazionali” ha replicato il sindaco che ha messo in evidenza lo sforzo compiuto nel contenere i costi “è la prima volta che accade” e l’impegno a “fare di più dall’anno prossimo: ConSerVco deve rivedere il contratto di servizio”. Elogi alla politica di contenimento costi da parte del Pd. Il segretario cittadino Riccardo Brezza ha rivendicato la scelta dell’Amministrazione di far pagare di più banche e supermercati e meno le piccole attività per quel principio di equità per cui chi ha più possibilità economica deve contribuire. In realtà Marchionini ha precisato che la Tari è calibrata sul rifiuto prodotto e non sul reddito.    

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