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tribunale vb esterno

VERBANIA – 29.07.2018 – Censurabile sul piano etico,

ma non colpevole. A un giudizio non tenero sulle modalità e i toni utilizzati nelle e-mail con gli “Amici degli animali”, corrispondono solide tesi giuridiche che escludono la commissione del reato di abuso d’ufficio. È quanto emerge dalla lettura delle motivazioni –depositate nei giorni scorsi– con le quali il Tribunale di Verbania ha assolto lo scorso 22 maggio l’assessore comunale verbanese Laura Sau. Secondo il pm Sveva De Liguoro, che ne aveva chiesto la condanna a 8 mesi, rispondendo per e-mail alla richiesta di patrocinio e uso del Parco Robinson per la festa “Amico cane” del 2015, subordinandola alle scuse per gli insulti e le denunce ricevute, Sau era venuta meno al suo ruolo di amministratore pubblico danneggiando l’associazione.

Non per il collegio presieduto dal giudice Donatella Banci Buonamici e composto da Rosa Maria Fornelli ed Elisabetta Ferrario, che s’è pronunciato per l’assoluzione con formula piena –perché il “fatto non sussiste” – fondando la sua decisione su due ragionamenti. Il primo è che l’assessore in sé non aveva il potere, nemmeno indiretto, di concedere il patrocinio, facoltà esclusiva del sindaco. “La condotta, certamente censurabile per i toni e per le modalità, anche in ragione del fatto che i messaggi sono intercorsi sulla mail istituzionale – si legge nella sentenza –, non ha arrecato alcun danno”. L’assessore non fece il danno perché non poteva farlo, come ha sempre sostenuto la difesa con l’avvocato Maria Grazia Medali. Del resto era stato proprio il sindaco Silvia Marchionini a prendersi la responsabilità di quella scelta: “dissi ai funzionari di non istruire nemmeno la pratica”, ha testimoniato in aula.

La seconda tesi che ha portato all’assoluzione è la considerazione che in allora i rapporti Comune-Amici degli animali erano talmente tesi che il patrocinio, una condivisione di intenti che attesta un rapporto di fiducia, non c’era e non poteva esserci: “In tale ottica si spiega il comportamento grossolano della Sau la quale, evidentemente, nella propria risposta intendeva fare riferimento ai pessimi rapporti esistenti in ragione dei quali non sarebbe più stata possibile quella condivisione”.

Al di fuori del diritto e degli elementi costitutivi del reato, che secondo i giudici senza alcun dubbio non è stato commesso, la sentenza censura quelle e-mail sulle quali la Procura, a seguito della denuncia degli “Amici degli animali”, ha costruito l’accusa. “Non vi è dubbio che l’assessore Sau, rispondendo all’associazione Amici degli animali con la mail i cui toni ed i cui contenuti, carichi di rancore, acredine e individualismi sono certamente lontani da quelli che il ruolo istituzionale che in quel momento ricopriva imponevano – scrivono i magistrati –, abbia palesemente violato i doverosi principi di correttezza ed imparzialità che gravano su un pubblico ufficiale (e di ciò sarà eventualmente chiamata a rispondere di fronte alla giunta comunale al consiglio comunale, alla collettività degli elettori)”.

La sentenza è stata depositata il 16 luglio. La Procura ha 45 giorni di tempo per impugnarla e chiedere che a esprimersi sia la Corte d’Appello. La scadenza, considerato che nel mese di agosto i termini giudiziari si interrompono, è fine settembre.

 

 

 

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