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sau laura

VERBANIA – 22.05.2018 – Assolta perché il fatto non sussiste.

Sono bastate poche decine di minuti al collegio del tribunale di Verbania per decidere dell’assessore verbanese Laura Sau, a processo per abuso d’ufficio. I giudici Donatella Banci Buonamici, Rosa Maria Fornelli ed Elisabetta Ferrario hanno respinto la richiesta di condanna a 8 mesi (il minimo della pena) avanzata dal pm Sveva De Liguoro e dall’avvocato Laura Ferrara, rappresentante della parte civile, l’associazione “Amici degli animali”. È proprio nel rapporto tra la Onlus e l’Amministrazione municipale e da un episodio specifico risalente all’estate del 2016 che s’è originato il procedimento concluso oggi, incentrato su alcune e-mail che l’assessore all’Ambiente scrisse a Loredana Brizio, presidente dell’associazione. In risposta alla richiesta di patrocinio – sollecitata anche a voce – per la manifestazione “Amico cane” avanzata due mesi prima e che tardava ad arrivare, scrisse: “fatico a dare il patrocinio a delle persone che dalla mattina alla sera ci danno degli assassini e mi costringono a pagare un avvocato per difendermi da accuse inesistenti. Chiedeteci scusa per le tonnellate di insulti, e poi decideremo…”. Ritenendo di subire addirittura un’estorsione, Brizio presentò querela. Il sostituto procuratore De Liguoro, titolare del fascicolo, in questo comportamento ha ravvisato il reato di abuso d’ufficio, cioè quello di chi, “in violazione di norme di legge o di regolamento (…), intenzionalmente procura a sé o ad altri un ingiusto vantaggio patrimoniale ovvero arreca ad altri un danno ingiusto”. Reato per cui ha chiesto il rinvio a giudizio, disposto dal gip e sfociato nel processo concluso oggi innanzi al collegio. “Probabilmente è stata una grande leggerezza – ha affermato il pm, anche motivando la richiesta della pena minima –. Non c’era il dolo e l’episodio è di modesta entità, ma l’assessore ha piegato gli interessi pubblici: s’è colta l’occasione per una piccola vendetta”.

Il riferimento è agli attriti tra Comune e Amici degli animali, lungamente discussi nella precedente udienza, che secondo Maria Grazia Medali, avvocato di Sau, spiegano il suo comportamento impulsivo, comunque non di rilevanza penale, ma che è stato “un’ingenuità da primo mandato”. Il patrocinio era discrezionale e non spetta alla giunta, il sindaco aveva già stabilito di non concederlo e l’assessore non aveva il potere di decidere sono le tesi sostenute dalla difesa, che ha ricondotto le e-mail all’esternazione del pensiero di Sau.

Per la parte civile è stato un comportamento doloso finalizzato a far rimettere le querele in corso (Sau è a processo per diffamazione aggravata con gli Amici degli animali costituiti per un risarcimento) e a danneggiare l’associazione, che spostando la festa all’ultimo momento subì un danno. A sostegno di questa tesi ha portato la testimonianza del sindaco Silvia Marchionini, che in aula ha detto che era stata lei stessa a disporre che la richiesta di patrocinio non fosse nemmeno istruita. Una piena assunzione di responsabilità – ha ribattuto Medali – che conferma l’innocenza della sua assistita.

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