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VERBANIA – 28.03.2018 – L’allarme, il progetto, le domande,

le autorizzazioni (che non ci sono), gli incarichi, l’appalto, la revoca, l’ordinanza. È quanto mai complicato orientarsi nella selva di documenti e atti pubblici che hanno portato il comune di Verbania ad approvare il progetto della passerella di Fondotoce e la Soprintendenza a “bocciarlo”.

A oggi il ponticello in legno in località Costa Azzurra è transennato, chiuso, off limits e s’accompagna al cartello “è fatto divieto assoluto di accesso alla passerella per l’inagibilità della stessa”. Lo dice l’ordinanza Dsi/Pol/123/2018, che sul sito internet del comune di Verbania non è pubblicata e che possiamo mostrare perché è stata fotografata oggi a Fondotoce (leggi qui).

Porta la data del 13 marzo, e già è un dato alquanto singolare perché, stando a quanto dicono gli atti, che la passerella fosse pericolosa era noto dall’ottobre 2017. Lo dice la giunta Marchionini il 20 dicembre (leggi qui), giorno in cui – su proposta dell’assessore ai Lavori pubblici Roberto Brigatti – ne approva il progetto e in cui afferma che “in data ottobre 2017 lo Studio Aesse Ingegneria ha presentato l’esito delle verifiche effettuate, dove è emerso che occorre provvedere alla demolizione totale della passerella ed al conseguente rifacimento della stessa con struttura mista in acciaio e cemento armato“.

Lo studio Aesse Ingegneria con sede a Gravellona Toce, aveva avuto il 14 aprile 2017 l’incarico (leggi qui) di “effettuare le verifiche statiche e sismiche dei ponti di competenza del Comune di Verbania, per valutare le condizioni di conservazione delle strutture”. Tra queste strutture, oltre alla passerella sul San Giovanni ai Pontini e al ponte in località Vigne Basse, c’era appunto la passerella di Fondotoce.

In ottobre, come detto, la relazione arriva in Comune, dove apparentemente non sortisce effetto, perché la struttura pericolosa non viene chiusa e non ci sono atti formali sino a pochi giorni prima di Natale. In questo periodo, in 48 ore, accade tutto. Il 19 dicembre il dirigente incarica Aesse del progetto del nuovo ponticello (leggi qui), il 20 dicembre la giunta lo approva (leggi qui), il 21 dicembre lo stesso dirigente impegna 82.584,50 euro e fa partire una gara d’appalto con procedura negoziata (leggi qui) che, tuttavia, annulla il 14 febbraio “in quanto si è dovuto richiedere un ulteriore parere alla Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Biella, Novara, VerbanoCusio-Ossola e Vercelli” (leggi qui).

A proposito di quel parere, il 22 marzo un altro dirigente del Comune, nel comunicare il "niet" della Soprintendenza (leggi qui), scrive che il 12 febbraio era giunto un “preavviso di diniego” diventato ufficialmente diniego il 1° marzo. Ma soprattutto scrive che la domanda iniziale era stata presentata il 24 novembre e che il 1° dicembre la Commissione locale del Paesaggio aveva dato parere positivo “a condizione che i setti in cemento armato di appoggio siano sostituiti con pilastri in acciaio corten al fine di ridurre l'impatto paesaggistico del manufatto e a condizione che la pavimentazione della passerella sia di colore delle terre simile allo stabilizzato della pista ciclabile”.

Eppure noi sappiamo che l’incarico al progettista è stato conferito solo il 19 dicembre, la giunta ha approvato il progetto il 20 dicembre, la gara d’appalto è stata bandita il 21 dicembre. In aggiunta a queste date ce ne sono due da annotare: il 17 gennaio, giorno in cui – ad appalto in corso – è stato chiesto il parere alla Soprintendenza; e il 24 gennaio, data nella quale è stato conferito a un geologo – sempre ad appalto in corso e a progetto approvato – l’incarico (leggi qui) per “procedere alla definizione dell'assetto stratigrafico del terreno” in quanto necessario per “poter procedere alla redazione del progetto esecutivo”.

Questo accavallarsi di date e atti, che sotto proviamo a mettere in ordine cronologico, rende confusionaria tutta la pratica, che è il caso di dire è stata sul piano formale un “pasticcio”.

cronologia passerella

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