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voto partecipato

VERBANIA – 21.04.2017 – Ma il bilancio sarà davvero

partecipato? È questa, al di là degli intenti e delle singole iniziative, la domanda di fondo che accompagna le votazioni on-line delle 30 iniziative selezionate per partecipare al primo bilancio partecipato di Verbania. Una domanda la cui risposta si avrà solo a fine maggio, a “urne” chiuse e risultati alla mano, ma che già adesso lascia qualche perplessità.

Una riguarda le modalità del voto, e non tanto quello nei tre seggi allestiti nei due uffici urp e in biblioteca, dove qualcuno fisicamente è presente quantomeno a presidiare le operazioni. Per come è stato strutturato il voto on-line, infatti, il controllo sfugge. La procedura semplificata permette a chiunque di effettuare votazioni plurime in pochi minuti. Per esprimere una preferenza, infatti, basta inserire nel portale preposto un codice fiscale di uno degli elettori (circa 27.000 verbanesi dai 15 anni in su) residenti in città. Il problema è che il codice fiscale, unico e non ripetibile, non è un dato riservato. Basta avere nome, cognome, luogo e data di nascita (esistono banche dati pubbliche, ma basta anche cercare su Facebook) per ricavare da uno dei tanti programmi on-line la sequenza alfanumerica per votare. E lo si può fare – come abbiamo sperimentato ieri sera, naturalmente con l’avallo dei proprietari dei dati – da un solo smartphone, senza che vi sia un filtro sull’ip di chi trasmette, come avviene per esempio per altre piattaforme on-line. Introdurlo sarebbe stato sufficiente a garantire quantomeno che da un solo pc non partissero più di un certo numero di preferenze. Si sarebbe potuto introdurre un sistema di verifica chiedendo di inserire la propria e-mail o il numero di telefono per inviare una sorta di ricevuta di ritorno.

È invece impossibile votare con un codice fiscale di un non residente – l’operazione viene respinta – o votare più volte con lo stesso codice fiscale, perché il sistema comunica giorno e ora (ma anche il progetto votato, con buona pace della privacy) dell’avvenuta votazione. Senza voler pensare male di nessuno, in queste condizioni è facile condizionare le elezioni raccogliendo nome, cognome e data di nascita di parenti, amici e parenti degli amici per fare “massa critica”.

L’altro dubbio sulla partecipazione è nel fatto che non è stato previsto un quorum. In circa un giorno e mezzo, alle 10,30 di oggi, hanno già votato 130 persone. Difficile immaginare quanti potranno essere alla fine, ma se anche fossero 5.000, saremmo comunque al 18,5% degli elettori totali e si avrebbe un vincitore con qualche centinaia di preferenze, oggettivamente poche per poter affermare un alto grado di partecipazione. Certo, aggiornare in tempo reale i risultati dà uno stimolo ai proponenti in lizza per la vittoria a farsi più pubblicità e propaganda elettorale, accrescendo la parrtecipazione, ma influisce comunque sull'esito finale. 

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