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varini pier giorgio 15
VERBANIA – 15.10.2016 – Lo scontro ormai è aperto.

Dopo diverse punzecchiature e l’espulsione durante il penultimo Consiglio comunale, il rapporto tra il consigliere di minoranza Renato Brignone (Sinistra & Ambiente) e il presidente dell’assemblea municipale verbanese Pier Giorgio Varini (Pd, nella foto) è ormai rotto del tutto.

La classica goccia che ha fatto traboccare il vaso e spinto Brignone a chiedere apertamente le dimissioni di Varini, è lo scambio di corrispondenze degli ultimi giorni su un tema amministrativo caro al consigliere di minoranza e sui lavori della conferenza dei capigruppo. Il tema è la spiaggia della Beata Giovannina, approdata a Palazzo Flaim nel Consiglio del 22 settembre con un’interpellanza alla quale Brignone ritiene di non aver avuto risposta, soprattutto sul perché, nonostante la mozione approvata all’unanimità da Palazzo Flaim un anno prima, non sia stato modificato il piano disciplinante il demanio idrico per “riallineare” la destinazione d’uso del pontile alla balneabilità dell’area. Non accettando la posizione del sindaco Silvia Marchionini, il 23 settembre il consigliere ha scritto chiedendo provocatoriamente che gli fossero spediti gli atti che confermano l’avvenuta modifica. Atti che non ci sono perché – dato oggettivo – la mozione è rimasta lettera morta. Non vedendo pervenire una risposta, il consigliere ha insistito chiedendo a Varini di informare il prefetto dell’annosa situazione e ponendo il secondo problema, l’orario della conferenza dei capigruppo, che si terrà lunedì alle 18, in un preserale che Brignone e altri chiedono da tempo sia modificato in serale.

Dopo due giorni è pervenuta la risposta del presidente, che rivendica il diritto di convocare come e quando vuole la conferenza dei capigruppo, che semmai possono chiedere sul posto di lavoro i permessi di legge.

Il tono di questa replica rende, agli occhi del consigliere di minoranza, Varini “di parte”, asservito a sindaco e giunta e, pertanto, chiede che si dimetta.

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