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forni massimo
VERBANIA – 23.08.2016 – Le dimissioni sono dovute

a “ragioni strettamente personali”. Così afferma l’ex assessore ai Lavori pubblici Massimo Forni in una nota ufficiale che, senza entrare nel dettaglio dei motivi che l’hanno spinto a lasciare, risponde con decisione alle allusioni della Lega Nord. “Non ci sono altri e fasulli motivi, un presunto avviso di garanzia, come scritto in un recente comunicato stampa dalla Lega Nord – ribatte –. Una falsità di cui dovrebbero vergognarsi, perché non ho non ricevuto nulla”.

Le predette “questioni personali” sono – afferma – le uniche ragioni “che mi hanno impedito, ultimamente, di poter dare il giusto e necessario impegno che questo incarico richiede”. Segue il ringraziamento di rito al sindaco Silvia Marchionini “per l’opportunità, in questi due anni, di aver potuto ricoprire questo ruolo amministrativo che molto mi ha dato dal punto di vista umano, facendomi conoscere ed apprezzare ancora di più la nostra splendida città”; e il ricambiato ringraziamento di prammatica del primo cittadino “per l’impegno profuso, per i risultati ottenuti, per lo spirito con cui si è messo al servizio della nostra comunità con entusiasmo e voglia di fare”. Anche Marchionini, che sottolinea come le dimissioni siano “un gesto nobile”, contrattacca per le “strumentalizzazioni di alcuni consiglieri di minoranza e forze d’opposizione che si sono inventate presunte divisioni politiche o altre ragioni. Un clima velenoso, offensivo contro le persone, che davvero si commenta da solo e che ha stancato, crediamo, anche la città”.

Ragioni personali o meno e a prescindere dalle strumentalizzazioni, da tempo Forni era lontano dall’Amministrazione. Al Dipartimento Lavori pubblici le sue apparizioni sono sempre state sporadiche al punto che il suo ufficio è stato riassegnato al personale e da mesi è privo di una postazione propria. Da gennaio a agosto ha partecipato a 17 delle 36 riunioni di giunta – da giugno non partecipa più – e, in Consiglio comunale, lo s’è visto anche meno: 4 presenze sulle 10 riunioni tenutesi a Palazzo Flaim. Nella convulsa fase politica che a inizio anno ha determinato le dimissioni del capogruppo Davide Lo Duca e del segretario cittadino Riccardo Brezza è sempre stato ai margini del dibattito. Lo stesso sindaco, nel dare le “pagelle” ai suoi assessori dopo i primi due anni di lavoro, l’aveva bocciato spiegando che s’era un po’ perso per strada.

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