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VERBANIA – 27.05.2016 – Una tirata d’orecchi

e una retromarcia. A un giorno e mezzo di distanza dall’infuocata conferenza dei capigruppo in cui la maggioranza verbanese ha negato ai gruppi di minoranza la richiesta di discutere del centro eventi Il Maggiore prima della variazione di bilancio che aggiunge 500.000 euro alla sua gestione, nel dibattito interrompe la segreteria cittadina del Pd. L’intervento del segretario Nicolò Scalfi (nella foto) è una tirata d’orecchi a sindaco, giunta e capogruppo e l’invito a ripartire da capo riavviando il dialogo.

La considerazione di fondo di Scalfi è che il Maggiore e i suoi costi sono un argomento importante e delicato che va affrontato con serietà, senza polemiche e a ragione veduta, cioè carte alla mano. Da qui discendono tre esplicite richieste. La prima è al capogruppo Marco Tartari, invitato a tornare sui suoi passi e a modificare l’ordine del giorno del Consiglio comunale del 6 giugno mettendo all’inizio, come chiesto dalle minoranze, il dibattito sul Cem/Maggiore, le cui questioni “sono al centro dell'attenzione della politica cittadina e crediamo debbano essere affrontate in modo responsabile evitando l'enfasi della polemica che, in questa fase decisiva, nient'altro fa che allontanare il dibattito consigliare dagli interessi della comunità cittadina”.

La seconda ha come destinatario la giunta e è di ordine tecnico. Poiché la variazione impegna la quasi totalità dell’avanzo di amministrazione, che per legge può essere speso in parte corrente solo per spese una tantum e irripetibili, il Pd ritiene sia “indispensabile che la Giunta produca già in sede di Commissione consiliare un dettagliato e puntuale documento nel quale la somma complessiva sia suddivisa in: a) spese d’investimento “una tantum” per sopperire a carenze progettuali relative a opere, attrezzature e impianti; b) spese d’investimento “una tantum” indispensabili per l’avviamento delle attività della struttura; c) spese per la contrattualizzazione degli eventi in programma nell’anno in corso; d) spese generali di gestione, distinte in spese per il personale, spese per la prestazione di servizi, spese per utenze e forniture continuative, spese di manutenzione ordinaria”.

Fin d’ora – questa la terza richiesta, di natura politica – il Pd chiede che, stante le ingenti spese previste quest’anno per il Maggiore (quasi un milione di euro), si stralci dal piano degli investimenti il molo da 200.000 euro e si usi quel denaro per finanziare gli interventi strutturali previsti all’interno.

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