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VERBANIA – 16.03.2016 – Abbiamo scritto

l’altra settimana della lite di giunta tra il sindaco Silvia Marchionini e l’assessore alle Finanze Cinzia Vallone. Lite nata sulla diversità di vedute – per usare un eufemismo – nella gestione del Maggiore (già Cem) di cui Vallone detiene formalmente la delega. Avevamo anche concluso spiegando che, dopo che l’assessore se n’era andata dal palazzo sbattendo la porta, la seduta era stata sospesa per la mancanza del numero legale.

A questo proposito, letti gli atti e le delibere pubblicate proprio oggi, ci corre fare una precisazione. Confermiamo l’episodio della lite tra Marchionini e Vallone, ultimo atto di un dissidio cresciuto nel tempo e che ha visto il sindaco seguire in prima persona il progetto culturale del Maggiore senza coinvolgere il suo assessore.

In realtà, tuttavia, il numero legale non è mancato perché, dopo l’uscita di Vallone, ha fatto il suo ingresso in giunta l’assessore all’Ambiente Laura Sau. Quel giorno, il 3 marzo, la giunta era convocata alle ore 10 per discutere di 6 deliberazioni. Erano assenti Monica Abbiati (per lavoro), Massimo Forni (sulle nevi a sciare) e, appunto, Sau che – a quanto ci risultava, e per questo l’abbiamo scritto –, convalescente dopo un lieve intervento chirurgico, e è a casa da scuola (è insegnante di scuola superiore) in malattia. Almeno per le prime tre deliberazioni di giunta, le n° 58, 59 e 60, non ci sono stati problemi. Quando però, al quarto punto all’ordine del giorno (ritirato), Vallone è uscita, erano presenti solo 3 (il sindaco Silvia Marchionini, il vice Marinella Franzetti e Giovanni Alba) dei 7 componenti la giunta, cioè meno del numero legale. È a quel punto che l’ingresso di Sau ha ripristinato il numero legale e la seduta s’è conclusa regolarmente con le delibere 61 e 62.

Di ciò, quindi, proponiamo rettifica scusandoci per l’errata informazione. Non abbiamo pienamente verificato i fatti. Avevamo certezza dell’assenza di Sau nella prima parte, ma non del suo successivo ingresso. Pensavamo che, essendo in mutua, non si fosse presentata a Palazzo di Città, come del resto aveva fatto nelle 5 precedenti giunte, ma anche nelle 3 successive. Tra il 22 gennaio e il 10 marzo la giunta Marchionini ha licenziato 53 delibere, di cui 51 in sua assenza. Le uniche due sono quelle già citate della seconda parte del 3 marzo.

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