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sindaco flaim solo
VERBANIA – 23.02.2016 – Alla fine il Pd s’è spaccato.

E ha perso la corrente vicina al sindaco Silvia Marchionini. Come anticipato nel pomeriggio di lunedì le fibrillazioni democratiche esplose nell’ultimo mese con le dimissioni del segretario cittadino Riccardo Brezza e del capogruppo Davide Lo Duca, finora rimaste scosse telluriche sotterranee, sono emerse in Consiglio comunale. Il dato che esce dall’assemblea di Palazzo Flaim di stanotte, incentrata tutta sul forno crematorio (per il testamento biologico ci sarà da attendere), è che nel Pd è in atto un braccio di ferro tra chi è vicino al primo cittadino (compresa la civica “Con Silvia per Verbania”) e tutti gli altri. Un braccio di ferro condotto con serenità dai non allineati, che con le dimissioni di Brezza e Lo Duca si sono trovati le mani libere e hanno avuto modo di assestare un primo colpo. Presentando una mozione in extremis firmata da nove (Brezza, Lo Duca, Alice De Ambrogi, Nicolò Scalfi, Marinella Ferraris, Paola Ruffato, Michele Rago, Pier Giorgio Varini e Anna Bozzuto) è stato mandato un messaggio – al di là dei contenuti del documento, che vedremo – che al sindaco vuole suonare così: restiamo per l’esternalizzazione del forno, non ci convince il percorso che hai avviato e vogliamo rivederlo, non votiamo più a scatola chiusa.

Attento a sottolineare che “questa mozione non è contro nessuno, etimologicamente” Brezza ha condotto i suoi verso il sì, raccogliendo per strada quasi tutta la minoranza (cui non pareva vero di mettere in difficoltà il sindaco), tranne Roberto Campana “mi astengo perché non mi fido di chi guida questa giunta, che dice ‘a’ e poi fa ‘b’” e Mirella Cristina, un po’ fuori tempo – come nel caso Immovilli – nel cogliere le opportunità politiche.

Di fronte a una prevedibile sconfitta e dopo che Filippo Marinoni e Fausto Cavallini della civica avevano lasciato l’aula, il Pd non ha potuto che spaccarsi. Marco Tartari, alla sua prima da capogruppo, un po’ nervoso e più attento agli spifferi giornalistici che escono dal suo gruppo più che all’unità dello stesso, ha annunciato l’astensione “perché io e il sindaco abbiamo già fatto una proposta”, imitato dalla stessa Marchionini – parsa insofferente agli interventi di Brezza e Lo Duca – e di quattro consiglieri democratici: Alessandro Papini, Liliana Maglitto, Greta Moretti e dal presidente Marco Bonzanini. La votazione s’è chiusa con 18 voti favorevoli, 8 astenuti e 1 contrario. Quest’ultimo, Vladimiro Di Gregorio di Sinistra Unita, ha cambiato voto lanciando una stoccata tremenda a Tartari: “volevo astenermi, ma dopo l’intervento di Tartari voto contro”. La foto della serata, che pubblichiamo, è un po’ il manifesto dell’attuale Amministrazione verbanese: Marchionini sola in mezzo ai banchi vuoti dei suoi assessori, usciti tutti (quelli che c'erano) anzitempo.

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