1

App Store Play Store Huawei Store

caccia cinghiale
VERBANIA – 09.10.2015 – Assolti per non aver commesso il fatto. 
S’è chiuso così il processo “cinghiali-bis” che la Procura di Verbania ha condotto nei confronti del presidente del comprensorio alpino Vco 1 Bruno Campagnoli e di Roberto Scarsetti, cacciatore di San Bernardino Verbano e formalmente organizzatore della Sagra del cacciatore tenutasi nell’agosto 2009.

Lo si può definire “cinghiali-bis” perché nasce come filone di un altro procedimento a carico di Campagnoli, processato e assolto anche in quel caso, per appropriazione indebita. Tutto verte sulla carne di cinghiale che il Comprensorio acquisisce attraverso i piani di abbattimento e contenimento dei cinghiali. La prima volta Campagnoli fu accusato d’aver sottratto quei capi per fini personali ma lui si difese – e fu scagionato – perché disse che la carne era stata ceduta proprio alla Sagra. Da lì il processo bis incentrato su un diverso capo d’imputazione, la somministrazione di un alimento nocivo. L’accusa, sostenuta dal pm Anna Maria Rossi, ha puntato sulla mancanza di controlli della carne – specialmente per il parassita della trichinella. Le difese, Paolo Patacconi per Campagnoli, Luigi Bruno e Silvia Godio per Scarsetti, hanno invece sostenuto che la carne era in regola e certificata, che comunque non ci sono leggi specifiche e che, in ogni caso, è stata cotta quindi resa eventualmente “innocua”.

Il giudice Rosa Maria Fornelli, che già s’era espresso del primo processo dei “cinghiali”, dopo una camera di consiglio durata pochi minuti ha pronunciato sentenza assolutoria.   

Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui. Se prosegui nella navigazione di questo sito acconsenti l'utilizzo dei cookie.