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VERBANIA - 13.05.2019 - Il no del governo

alla dichiarazione dello stato di emergenza per la statale 34 non poteva passare inosservato in sede politica. La richiesta era stata avanzata dalla Regione nei mesi scorsi, dopo che Provincia, Comuni e amministratori locali si erano espressi positivamente - lo stato d'emergenza consentiva di avviare i cantieri per la messa in sicurezza con maggiore celerità - il no di Roma, di cui si è avuta notizia solo stamane in Prefettura per voce del sottosegretario Carlo Sibilia (M5S), trova la forte irritazione di Aldo Reschigna: ”Al di là dello sgarbo istituzionale -, commenta il vicepresidente della Regione - dato che la lettera di richiesta era stata inviata a dicembre dal presidente della Regione Chiamparino e nessuna risposta ufficiale è ancora arrivata, devo rilevare la gravità di una decisione che dimostra l’assoluta inconsapevolezza della situazione della SS34, nonostante i miei numerosi incontri avuti con la protezione civile e i successivi sopralluoghi avvenuti. Si vede che per il governo le relazioni del Politecnico e gli studi geologici non hanno alcun valore. Chi dice di avere a cuore il futuro del VCO dimostra con questa scelta di non volersene occupare. I lavori andranno infatti avanti, ma con tempi decisamente più lunghi. Per questo non concedere lo stato di emergenza è una scelta avventata e irresponsabile”.
Non meno accesa e indirizzata soprattutto ai 5Stelle, la critica della deputata di Forza Italia, Mirella Cristina: "La passerella elettorale fatta oggi nel Vco difficilmente porterà voti al Movimento 5 stelle. Con l'annuncio che per la statale 34 non ci sarà lo stato di emergenza si conferma che la loro gestione delle infrastrutture e dei lavori pubblici è l'esatto opposto di quanto l'Italia ha bisogno. Da un lato assistiamo ad un decreto chiamato 'sbloccacantieri' che tutti, dalle associazioni dei costruttori ai sindacati bollano come inutile perché non contiene alcuna vera semplificazione della burocrazia. Dall'altro, quando c'è la possibilità di intervenire concretamente per sbloccare una situazione ferma da troppo tempo, si nascondono dietro i cavilli. Se invece che di 'sbloccacantieri' parlassero di 'nonvogliamoalcuncantiere', come la loro tanto cara 'decrescita felice' insegna, sarebbero decisamente più coerenti" afferma la deputata.

 

 

 

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