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marchionini silvia

VERBANIA – 14.06.2017 – La frattura lascia il segno

e si porta dietro scorie che è difficile prevedere se e come verranno smaltite. Il giorno dopo la bocciatura del Consiglio comunale al progetto di via delle Ginestre voluto dal sindaco Silvia Marchionini, gli stati d’animo della politica verbanese sono diversi. Il primo a sfogarsi, su Facebook alle quattro e mezza del mattino è Filippo Marinoni, capogruppo della civica “Con Silvia per Verbania”, fedelissimo del primo cittadino. “Provo un mix tra incazzatura e delusione ma almeno ho la coscienza a posto”, scrive. Le critiche sono per i partiti “lontani dai bisogni dei cittadini” e per chi “prova a frenare il sindaco, prendendo decisioni fuori dalle sedi del confronto pubblico e soprattutto da quello della maggioranza” e che – sostiene – avversa Marchionini “per il forte cambiamento portato da questa Amministrazione”. “Continuare a far finta che le cose vadano bene ormai è inutile, a mio avviso è meglio uscire allo scoperto e finirla con questa farsa ed assurda situazione”, conclude.

Il sindaco, che ha scelto di diffondere una nota ufficiale per dirsi “amareggiata”, punta l’indice contro chi s’è astenuto o ha votato no. “Sono delusa dal voto dei consiglieri del mio partito, ma anche rammaricata dal voto contrario di quasi tutta la minoranza, che ha fatto prevalere l’aspetto politico per mettere in difficoltà il ‘sindaco’, rispetto agli interessi dei cittadini di avere un’opera pubblica attesa e promessa, anche da loro, negli scorsi anni”.

Per prevenire il possibile scaricabarile, già in aula, ieri, erano state chiare le intenzioni di tutti i gruppi di opposizione. “Se non passa il progetto non sarà per colpa delle minoranze, che quell’opera pubblica la vogliono ma in maniera differente”, aveva detto Patrich Rabaini di Comunità.vb riconducendo tutto ai dissidi interni alla maggioranza: “Mi aspetto che, come avete votato il progetto preliminare e il bilancio, la votiate”. Così non è stato, ma era evidente fin dal primo momento che questo era l’epilogo scritto. Perché, se è vero che chi sta in minoranza persegue una sua linea, anche magari di avversione all’operato del primo cittadino – illuminante la sintesi di Giordano Andrea Ferrari, fuoriuscito del Pd: “mi sarei astenuto ma siccome il ‘no’ significa dissociarsi dalle logiche marchioniniane di decisioni non condivise, voto contro” –, è altrettanto vero che i numeri li ha la maggioranza. E è all’interno della maggioranza che è maturato lo strappo. Via delle Ginestre è un “incidente”, il casus belli che ha fatto emergere tensioni latenti molte volte trattenute nel voto in aula. Anche Davide Lo Duca, portavoce del gruppo degli astenuti (che comprende anche il segretario cittadino del partito, Nicolò Scalfi), ha ricondotto il voto difforme a vedute differenti – “non è una questione di soldi, ma di un progetto che secondo noi può essere rivisto al meglio” – ma ha anche messo in chiaro che “da un mese e mezzo aspettiamo le risposte alle nostre proposte”.

In questa sorta di braccio di ferro, c’è giù un ostacolo alle porte. Nel prossimo Consiglio comunale, infatti, si dovranno votare le osservazioni alla variante urbanistica 26. Il sindaco e l’assessore Roberto Brigatti vorrebbero discutere tutte le circa 50 osservazioni pervenute; una parte del Pd e la maggioranza dei membri della Commissione consiliare che s’è riunita la scorsa settimana, ha chiesto di accelerare solo su quelle inerenti l’oggetto della variante, rinviando le ulteriori a una variante 27 da istruire a breve.

Intanto le minoranze incassano un buon risultato e stanno a guardare. Renato Brignone, di Sinistra & Ambiente, ritiene il risultato di ieri “un nuovo punto di partenza”, “uno spiraglio per un dialogo (…) che purtroppo fino ad oggi non abbiamo mai visto”. Nel sottolineare che “il sindaco è nudo”, Michael Immovilli di Forza Silvio dà la sua ricetta per il progetto: “niente espropri, sottoservizi e asfaltatura della carreggiata alla larghezza attuale”.

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