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polistirolo porto pallanza
VERBANIA – 30.04.2015 – Tre sono già incardinate e vanno verso la discussione, due sono in attesa di trovare la loro strada. Sono cinque – ma potrebbero crescere perché a Palazzo di Città continuano a giungere lettere e richieste danni – le cause civili intentate dai proprietari delle barche affondate con il porto turistico di Pallanza nella notte tra il 10 e l’11 ottobre 2013. In tribunale da un lato ci saranno i danneggiati, dall’altro sicuramente il Comune e l’European nautic service (la società concessionaria che l’aveva in gestione) con le rispettive compagnie d’assicurazione, ma forse anche la Regione (proprietaria dell’area demaniale) che alcuni hanno chiamato in causa come corresponsabile.

Finora s’è proceduto in ordine sparso. Qualcuno ha citato solo l’European nautic service, altri solo il Comune, altri ancora entrambi e la Regione. Il primo risultato concreto è che il giudice Mauro D’Urso del tribunale di Verbania ha accettato di unificare le prime tre cause in un unico procedimento che si aprirà il 20 ottobre. A breve ci potrebbe essere il pronunciamento per le altre due, che accelererebbe la procedura.

Nel frattempo il Comune si appresta a chiedere un accertamento tecnico preventivo, cioè una perizia affidata a un tecnico scelto dal tribunale e affiancato dai periti di parte. Oggetto dell’analisi, fotografica, strumentale e analitica, i resti dei pontili in polistirolo affondati.

Pontili che ieri sera sono stati oggetto di un vivacissimo scambio di battute tra il consigliere dei 5 Stelle Roberto Campana e il sindaco Silvia Marchionini. Il primo in un’interpellanza chiedeva conto dell’incuria e dell’abbandono di quei rottami e del perché il polistirolo non fosse stato rimosso come aveva chiesto Arpa. “Perché non possiamo rimuovere il materiale senza che possa essere esaminato, rischiamo di perdere le cause in tribunale”, ha risposto il primo cittadino ribadendo che quella situazione è stata da lei ereditata dalla gestione commissariale e criticando il fine dell’interpellanza di Campana, cioè quello di gettar discredito sulla giunta.

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