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villa pariani
VERBANIA – 27.04.2015 – Gli imprenditori del Vco cominciano a vedere la luce in fondo al tunnel della crisi. Lo afferma l’ultimo rapporto statistico dell’Unione industriale, che oggi ha reso noti i risultati dell’indagine congiunturale relativa al secondo trimestre 2015. Per la prima volta, dopo quattro anni di note dolenti, gli indicatori sono tutti positivi. Occupazione, ordinativi, produzione e fiducia sono al rialzo e lasciano intendere che nel quadro di una ripresa europea favorita da fattori economici internazionali (quantitative easing della Bce, svalutazione dell’euro, calo del prezzo del petrolio…) anche la Provincia Azzurra stia meglio.

Interrogati sull’intenzione di assumere personale nel breve periodo, il 10,3% degli imprenditori s’è espresso per il sì, raddoppiando il dato della precedente rilevazione (5,8%). Se nel trimestre scorso l’11,3% prevedeva un calo dell’occupazione, la cifra s’è ridotta fino allo zero, che è un dato neutro ma comunque in crescita. L’80% delle aziende (prima era il 77,1%) annuncia una forza lavoro stabile nel numero e la cassa integrazione si riduce al 17,9% delle imprese, il dato più basso degli ultimi due anni, meglio del 28,6% di gennaio-marzo.

Se a inizio anno si prevedeva che la produzione non crescesse, ora si è passati al 10,3% di intervistati che annunciano la crescita del volume di affari, che invece dovrebbero calare per il 12,8% del campione contro il 20% di gennaio.

Crescono di 20 punti percentuali gli ordinativi, che passano da -5,7% a 12,8%, con l’export che fa segnare +25%.

Tra gli indici in miglioramento c’è la redditività, positiva per il 13,2% degli imprenditori e negativa per la stessa cifra, che pareggia a zero un dato che in precedenza era di -22,8%.

Sul fronte degli investimenti il 20,5% del campione conta di effettuarne di rilevanti. In generale solo un quinto delle aziende non investirà.

Di contro c’è l’allungamento dei tempi per i pagamenti. I crediti verso gli enti pubblici che erano scesi a 160 giorni nel 2014 sono risaliti a 208 giorni. Quelli verso i privati passano da 90 a 93. Il 41% delle aziende lamenta il ritardo negli incassi. 

 

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