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spiaggia molO
VERBANIA – 22.06.2016 – Le ragioni sociali

sono diverse, ma sono riconducibili alla stessa famiglia. È dei Sonzogni la doppia gestione dell’area della Beata Giovannina. Il padre Leandro, titolare della società Lo Scricciolo di Leandro Sonzogni & C. (omonimo pub di Fondotoce, sulla salita per Bieno), ha ottenuto per 9 anni a 816,57 euro l’anno il permesso di occupare con un chiosco – un prefabbricato da coprire a listelli di legno – per vendere bibite, gelati e panini ai bagnanti un’area di 137,47 metri quadrati del primo gradone.

L’Asd Hauoom Water School, un’associazione sportiva affiliata al Coni che svolge attività di sci nautico, ha ottenuto a sua volta 38,20 metri quadrati di pontile galleggiante e 494,14 metri quadrati di specchio d’acqua in concessione per 9 anni a 853,37 euro l’anno. L’Hauoom Water School vede in prima fila i tre fratelli Sonzogni, figli di Leandro: Massimo, Christian e Fabrizio. Associata alla Federazione italiana sci nautico e wakeboard dal 2012, ha sede a San Bernardino Verbano e ha anche un sito internet, dal quale risulta che il presidente è proprio Christian Sonzogni, con Massimo vice.

La Hauoom ha presentato la domanda per la concessione demaniale il 25 marzo 2016, lo Scricciolo l’8 aprile. A entrambe la giunta ha dato il proprio benestare il 10 maggio. Ambedue hanno avuto il via libera degli uffici il 16 giugno, con due determine dirigenziali consecutive, la numero 967 e 968. Determine che sono, evidentemente, una il copia-incolla dell’altra in alcune parti. In un passaggio si afferma addirittura, tanto per l’Hauoom, quanto per lo Scricciolo, che entrambe accettano “di effettuare la manutenzione ordinaria dell’area adibita a libera fruizione e del parcheggio raso strada, al solo scopo di mantenere la pulizia ed il decoro dell’area, tenuto conto del particolare interesse in merito per l’attività esercitata nell'area in concessione”.

Per spiaggia e molo i Sonzogni pagheranno 1.670,94 euro l’anno per nove anni, il periodo massimo consentito dalla legge regionale.

Per la stessa area, ma in via esclusiva (cioè potendola chiudere) per attività di noleggio barche, a seguito di gara pubblica – nel 2013 – l’impresa Santinato Laura di Verbania s’era impegnata a pagare 5.500 euro annui per tre anni (la base di gara era 4.250). Le successive polemiche sulla “privatizzazione” dello spazio pubblico, colte anche dal Partito democratico, avevano spinto il gestore – cui era stato chiesto di aprire al pubblico – a rinunciare anzitempo, a fine 2014, ufficialmente “per i pareri contrastanti emersi nella seduta del Consiglio Comunale del 17.11.2014 oltreché per le difficoltà della futura gestione promiscua prospettata con libero accesso al pubblico ed eventuale balneazione – così si legge nell’atto del dirigente che rescinde il contratto – ritenute accoglibili le motivazioni sottese alla rinuncia della concessione demaniale considerato che le istanze delle nuove modalità di gestione non erano contenute nello schema originario della concessione”.

Due le differenze tra le due operazioni. La prima è sulla fruibilità pubblica, che viene garantita (prima era stata “prospettata”) nero su bianco, la seconda sui costi: tra i vecchi 5.500 e i nuovi 1.670,94 euro è, in negativo per il Comune, di 3.839,06 euro l’anno. Cioè l’ente pubblico guadagna di meno.

A proposito di affitti, nel rispondere alle polemiche del 2014, a inizio mandato, il sindaco Silvia Marchionini in una nota stampa osservava che «il canone offerto dall’imprenditore che si è assegnato la gestione tramite bando (Santinato, ndr), ci è sembrato modesto e lo abbiamo detto chiaramente, anche se è del tutto legittimo in quanto corrisponde alla parametrazione regionale sul demanio. Tuttavia, proprio per questo abbiamo Invitato i titolari della concessione ad un atteggiamento aperto e tollerante verso qualche frequentatore dei luoghi. Con loro ci siamo riservati di studiare la possibilità di riconvertire nuovamente l’area, ben consapevoli che l’opzione non può porsi illegittimamente contro l’esito di un Bando Pubblico e comunque implica la modifica dello strumento di pianificazione di tutela delle sponde”.

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