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p d giustizia 22

VERBANIA - 16-07-2025 -- Una richiesta è stata respinta, l’altra accettata. Non ha ottenuto il permesso di recarsi al lavoro in una pizzeria del Cusio che l’avrebbe assunto il sessantatreenne a processo per aver tentato di sfregiare al volto con una sostanza acida lo scorso 28 dicembre la ex compagna a Verbania. Giancarlo Murroni si trova da un mese a Montescheno, nell’alloggio che gli è stato messo a disposizione per ottenere gli arresti domiciliari, concessi anche per la distanza dalla persona offesa. La vittima, sessantatreenne parrucchiera di Verbania, alla prima udienza preliminare del procedimento penale ha confermato al gup Mauro D’Urso di temere per la propria incolumità, e di essere ancora particolarmente scossa. Il magistrato ha accolto l’istanza di revoca della custodia cautelare in carcere disponendo che l’imputato resti in Valle Antrona e sia sottoposto al controllo del braccialetto elettronico, che in tempo reale segnala alle forze dell’ordine un’eventuale violazione. È la misura che maggiormente tutela la vittima, in attesa che la giustizia faccia il suo corso.

Di fronte all’istanza di autorizzazione a spostarsi nel Cusio per lavorare, pm e parte civile si sono opposti. Il giudice l’ha respinta, accogliendo tuttavia quella, presentata l’indomani, di avvio di un programma-percorso di assistenza psicologica presso l’associazione ossolana che gestisce un centro anti-violenza.

La Procura contesta a Murroni i reati di tentata deformazione dell'aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso (con le aggravanti della premeditazione, dell’utilizzo di sostanze venefiche e per aver commesso il fatto contro l'ex convivente)stalking e lesioni personali. L’imputato, che ha consegnato a titolo di acconto un assegno di risarcimento di 4.000 euro, ha scelto il rito abbreviato. Il processo sarà discusso il 30 settembre.

 


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