VERBANIA - 15-07-2025 -- Il capo di imputazione del falso è stato riqualificato e attenuato e la pena finale è stata inferiore alle richieste dell’accusa. Tre anni e otto mesi per il postino (il pm aveva chiesto 6 anni) e tre anni per il medico (da tre anni e otto mesi) è quanto il gup del Tribunale di Verbania ha stabilito per Omar Barrese e Camillo Pennisi, condannati oggi per falso, corruzione e truffa. Il primo, verbanese, è il portalettere in servizio a Verbania che, tra il 2022 e il 2023, aveva ottenuto dal secondo – suo medico di famiglia – l’autorizzazione ad astenersi dal lavoro per uno stato di depressione in presenza del quale, tuttavia, usciva regolarmente di casa e si occupava del bar che il figlio aveva a Verbania. Da questa ipotesi accusatoria la Procura ha avviato le indagini al termine delle quali ha contestato, non solo il reato di false attestazioni (convertite nella sentenza di primo grado in falso ideologico del pubblico ufficiale in atto pubblico), ma anche di truffa ai danni di Poste Italiane (per il solo Barrese, ma il giudice ha disposto la trasmissione degli atti affinché vada a giudizio anche il medico) e di corruzione. Secondo l’accusa il medico s’era fatto accompagnare all’aeroporto di Malpensa dal suo paziente in cambio delle attestazioni della mutua. Il portalettere dovrà risarcire anche l’azienda, costituitasi parte civile e indennizzata con 18.000 euro, di cui 9.000 a titolo di provvisionale. Per entrambi gli imputati il gup Rosa Maria Fornelli ha disposto cinque anni di interdizione dai pubblici uffici. Le motivazioni saranno depositate entro 90 giorni e le difese, che avevano sostenuto la sussistenza della depressione chiedendo anche una consulenza tecnica di un medico, e la mancanza di un patto corruttivo, preannunciano ricorso.


