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TORINO - 15-7-2025 -- Un atto di indirizzo per riaprire il confronto sulla sanità del Verbano Cusio Ossola e rilanciare l’ipotesi dell’ospedale unico baricentrico. È quanto chiede la mozione presentata oggi in Consiglio regionale, a prima firma del consigliere Domenico Rossi (PD) e sottoscritta anche dalla consigliera Vittoria Nallo (IV).

«La mozione che abbiamo presentato oggi in aula è un primo passo per rivedere la decisione scellerata di ristrutturazione degli ospedali di Verbania e Domodossola, ipotizzata dal governo Cirio nella scorsa legislatura, e tornare alla costruzione di un ospedale unico baricentrico, immediatamente cantierabile» spiegano Rossi e Nallo.

I consiglieri mettono in discussione l’efficacia del cosiddetto modello del “doppio ospedale”, attualmente al centro delle politiche sanitarie regionali per l’area. «Il doppio ospedale rappresenta un modello già fallito, che non garantisce sicurezza sanitaria, contribuisce alla fuga dei professionisti, genera sprechi come i 15 milioni di euro spesi ogni anno per i gettonisti, e lascia scoperti interi reparti» sottolinea Rossi. «Una situazione critica che non può essere ignorata solo per salvaguardare gli equilibri interni di una maggioranza incapace di trovare un accordo sulla visione e su un progetto di sanità».

Nallo evidenzia l’ampio sostegno alla proposta: «Abbiamo portato in aula una proposta concreta, condivisa da 46 sindaci, dall’Ordine dei medici, dalle forze sindacali e da migliaia di cittadini. Ci auguriamo che la maggioranza abbia il coraggio di prendere atto della situazione e pensare al bene di un territorio che chiede solo una cosa: una sanità pubblica che funzioni».

Secondo i firmatari, la mozione rappresenta anche un segnale politico: «Questo atto di indirizzo rappresenta la risposta dell’opposizione alle istanze del territorio di fronte allo stallo della maggioranza», concludono. «Ci auguriamo ora che il presidente Cirio e l’assessore Riboldi non si sottraggano al confronto e sappiano cogliere l’occasione. La scelta di non scegliere, infatti, non penalizza chi ha presentato o sottoscritto l’atto di indirizzo, ma il territorio del VCO, che ancora una volta non viene ascoltato e continua a pagare i costi delle decisioni sbagliate della destra sulle politiche sanitarie».


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