VERBANIA - 14-07-2025 -- Metà a testa. Con la sentenza del Consiglio di stato pubblicata oggi si chiude definitivamente il contenzioso amministrativo nato attorno alla bonifica dell’ex Gasometro di Pallanza. È il 2016 quando la prima giunta Marchionini decide di realizzare, al posto dell’ex Padana gas di via San Bernardino, il nuovo parcheggio a servizio del centro eventi Il Maggiore. Un autosilo multipiano, il parcheggio che respira per via della vegetazione prevista sulle facciate. Un progetto che si arena presto perché, scavando, si scopre che il terreno è inquinato, perfino da una vasca di idrocarburi piena. Le norme ambientali prevedono un preciso percorso che, diretto dalla Provincia, comporta non solo il piano di caratterizzazione e il progetto di bonifica, ma va a individuare anche chi è il responsabile dell’inquinamento. Quel sito, tra il 1873 e il 1954, ha prodotto gas illuminante, il cosiddetto gas da città, lavorazione del carbone finalizzata all’illuminazione pubblica. Nel tempo si sono succedute l’impresa Henry De Thierry, la Società anonima Officina del Gas Molteni e, dal 1923, la Società anonima Officina del Gas ed Esercizi Affini, confluita poi nella Padana gas, primo gestore della rete del metano, che a sua volta è stata incorporata nell’attuale 2I Rete Gas. Ed è a questa società che la Provincia imputa la corresponsabilità – col Comune di Verbania, proprietario dell’area – dell’inquinamento e, quindi, il 50% dei costi di bonifica.
Contro questo provvedimento 2I Rete Gas ha ricorso al Tar Piemonte, soccombendo. E, ora, ha impugnato la sentenza anche di fronte al Consiglio di Stato, che gli ha dato nuovamente torto, rendendo definitivo il provvedimento.
Risolta la questione burocratica, si dovrà procedere ora alla bonifica, indispensabile anche se non si dovesse realizzare il parcheggio multipiano, che da nove anni è solo disegno e rendering.


