VERBANIA - 13-07-2025 -- Buoni progetti lavorativi, carenza di educatori. Sono queste le principali osservazioni raccolte dalla visita che i consiglieri regionali di Alleanza Verdi e Sinistra Giulia Marro e Alice Ravinale hanno effettuato nei giorni scorsi alla casa circondariale di Pallanza. Le esponenti di minoranza a Palazzo Lascaris stanno ispezionando tutte le carceri piemontesi per verificare le condizioni dei detenuti e i servizi loro riservati. Nella struttura di via Castelli hanno trovato una situazione tutto sommato positiva, nonostante alcune criticità. “In particolare la grave carenza di personale: su 50 agenti di sesso maschile previsti ne mancano 11, mentre l’esubero di 5 agenti donne impedisce la copertura di turni in sezioni completamente maschili. Alcuni agenti sono poi distaccati nella vicina scuola di polizia penitenziaria, rendendo ancora più complicata la situazione. Anche tra il personale educativo la situazione è precaria: una sola educatrice segue l’intera popolazione detenuta di ottanta persone, rendendo molto complessa l’organizzazione delle attività, e il diritto alle ferie”.
Ciononostante i trattamenti sono i punti di forza di Verbania. “Come la sartoria interna, oggi gestita in autonomia da quattro detenuti. Il progetto nasce da una corrispondenza avviata anni fa tra alcuni detenuti e le suore di clausura di Orta, che oggi forniscono i materiali e mantengono un legame vivo, ospitando anche momenti di incontro al loro monastero. A settembre è prevista una sfilata aperta al pubblico per mostrare i risultati di questo percorso. Un’esperienza che parla di fiducia, relazioni e formazione tra pari”.
In carcere è attivo un orto, la biblioteca è in funzione grazie a una volontaria e vi sono collaborazioni lavorative. “Tredici detenuti in articolo 21 escono ogni giorno per lavorare, in parte assunti dal carcere e in parte impiegati in cooperative locali, che gestiscono il ristorante sociale Gattabuia e il biscottificio Banda Biscotti, vera e propria eccellenza locale”.
Tra le emergenze “l’assenza totale di mediatori culturali, il funzionamento degli sportelli regionali dedicati al reinserimento lavorativo ad oggi con risultati insoddisfacenti e su cui chiederemo conto – dichiarano –. Con riferimento alla situazione sanitaria, poi, pur in presenza di personale adeguato è emerso il problema dell’accesso alle visite specialistiche”.
A Pallanza un quarto dei detenuti è in regime di custodia cautelare o sconta pene brevi “per reati risalenti e che perdono per questo il lavoro: è evidente che le misure alternative alla pena andrebbero considerate con maggiore attenzione, anche per evitare circoli viziosi e di fatto criminogeni”.


