VERBANIA - 12-07-2025 -- Falso e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Sono un funzionario della prefettura di Verbania – lo stesso indagato per la questione della patente che avrebbe cercato di far acquistare a un imprenditore svelata in tv da Le Iene – e un uomo di nazionalità egiziana le ultime persone a processo per l’indagine sulle false residenza per ottenere i ricongiungimenti dei parenti in Africa nata a Domodossola e che ha avuto un appendice a Casale Corte Cerro e Ornavasso. In due appartamenti fatiscenti del centro del capoluogo ossolano nel 2021 si sono registrate all’anagrafe numerose persone provenienti dal Nordafrica. Facevano parte, nell’ipotesi accusatoria formulata dalla Procura di Verbania, di un gruppo organizzato per eludere le norme sull’immigrazione, al vertice del quale ci sarebbe stato un egiziano. Il presunto capo dell’organizzazione ha patteggiato 15 mesi all’udienza preliminare dello scorso dicembre, che ha visto stralciate le posizioni di numerosi imputati. Il gup ne ha prosciolti 8 che avevano concordato con il pm una pena di 8 mesi ritenendo che non vi fosse consapevolezza. Altri due li ha prosciolti nel giudizio abbreviato mentre per tre ha pronunciato il non doversi procedere. Sono rimasti, appunto, l’altro egiziano e il funzionario pubblico, che ora sono a giudizio davanti al giudice monocratico. Secondo l’accusa l’impiegato della prefettura avrebbe falsificato la firma di un suo superiore in un atto utile a completare le pratiche, concorrendo nel favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
La prima udienza ha visto sfilare i testi dell’accusa, i poliziotti che effettuarono le indagini.


