GURRO - 12-7-2025 -- Nel cuore della valle Cannobina, il piccolo borgo di Gurro — 160 abitanti appena — torna a far parlare di sé grazie alla tradizionale festa patronale della Madonna del Carmelo, che si celebra oggi e domani. L’evento attira non solo visitatori locali, ma anche l’attenzione di media italiani e internazionali, affascinati dalla storia singolare che lega il paese al lontano passato scozzese.
Secondo un racconto tra cronaca e leggenda, il villaggio sarebbe stato fondato nel Cinquecento da soldati scozzesi al servizio del re di Francia Francesco I, che dopo la sconfitta nella battaglia di Pavia del 1525 si sarebbero rifugiati tra le montagne del Verbano, trovando in Gurro un paesaggio simile alla loro patria e decidendo di restare.
A documentare questo legame con la Scozia sono oggi il giornalista britannico Mark Palmer del Times e una troupe del programma di Rai3 Geo, presenti in paese per approfondire una tradizione che continua a vivere tra cerimonie religiose, musica popolare e piatti della cucina locale.
Al museo etnografico diretto da Livio Piscia è possibile vedere testimonianze di questa identità: dal tartan scozzese alla cornamusa, fino agli attestati lasciati nel 1973 dal barone Gayre of Gayre, che “adottò” gli abitanti di Gurro nel proprio clan.
In occasione della festa, la piazza del borgo è stata trasformata in una grande sala conviviale grazie al lavoro degli Amici di Gurro, mentre la liturgia religiosa — particolarmente suggestiva — si distingue per i canti gregoriani tramandati oralmente.


