VERBANIA - 12-07-2025 -- È libero, senza più il divieto di comunicare con l’esterno ma non potrà esercitare le proprie funzioni di sindaco. Sono stati revocati gli arresti domiciliati ad Alessandro Bonacci, che dal 4 maggio era sottoposto alla misura cautelare disposta dal gup del Tribunale di Verbania nell’ambito dell’indagine in cui è imputato di depistaggio, frode processuale e falso. Secondo il procuratore capo Alessandro Pepè il primo cittadino, con il concorso del messo comunale e di un tecnico, avrebbe prodotto una falsa ordinanza contingibile e urgente utilizzata dai suoi avvocati difensori in un ricorso per le vicende legali legate alla realizzazione di una pista d’accesso al rifugio Zamboni-Zappa. Quell’atto che ne giustificava l’operato è, secondo gli inquirenti, falso, redatto successivamente e retrodatato di un anno.
Mercoledì s’è tenuto davanti al gup Mauro D’Urso l’incidente probatorio chiesto dai difensori di Bonacci, gli avvocato Ferdinando Brocca e Paolo Patacconi. Sono stati sentiti gli altri indagati. Il messo ha dichiarato di aver redatto sul suo pc l’ordinanza incriminata e, poi, di averla spostata dalla cartella ordinanze al cestino, dove però non è stata trovata perché nel frattempo il cestino è stato svuotato. La difesa aveva chiesto da tempo una verifica sul computer proprio per accertare la data di creazione del file e le eventuali modifiche.
Bonacci è libero ma non può svolgere le funzioni di sindaco. Le esigenze cautelari, in particolare per la reiterazione del reato e l’inquinamento probatorio, sono venute meno e il gup ha modificato l’ordinanza, disponendo il divieto di dimora in Macugnaga. Che, secondo la legge Severino, comporta l’impossibilità che sia in ufficio, presieda la giunta, firmi atti o partecipi al Consiglio comunale.


