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VERBANIA - 03-07-2025 -- Assolto perché il fatto non sussiste. Alla lettura della sentenza del giudice Marianna Panattoni un’evidente commozione, accompagnata fuori dall’aula da un pianto liberatorio, ha colto il 61enne maestro di scuola elementare che, dal 2019, è indagato per maltrattamenti ai danni di cinque suoi alunni di due differenti istituti. Risalgono a prima del Covid le denunce, tutte posteriori ai fatti contestati, uscite dopo che, tra le chat di classe e una riunione di persona, avevano espresso alla polizia il sospetto che il maestro avesse inferto ai propri figli pene corporali. Una tirata di orecchi, uno sgambetto e punture di matita sul dorso della mano durante la lezione di disegno sono gli episodi sui quali la Procura di Verbania ha costruito il capo di imputazione per il quale il pm aveva chiesto una severa pena.

Il maestro ha sempre negato di aver attuato pratiche vessatorie, men che mai fisiche, verso i suoi alunni e la sua difesa s’è concentrata sulla suggestione in buona fede di episodi raccontati tra i genitori e alimentati dal tam-tam tra le famiglie. A peggiorare la situazione ci sarebbe stato l’atteggiamento del maestro che, di fronte ad accuse che riteneva del tutto infondate, sentitosi attaccato e inerme aveva rifiutato il dialogo con le altre parti. Del resto mai, per ciascuna di quelle condotte, è stato avviato un procedimento disciplinare, né ci sono state conseguenze sul luogo di lavoro. L’assoluzione, che respinge le richieste di risarcimento delle parti civili, lo mette al riparo dalle conseguenze sul luogo di lavoro.

 


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