1

App Store Play Store Huawei Store

zappoli gianluca
VERBANIA – 14.03.2016 – Sarà argomento

del prossimo Consiglio comunale ancora da convocare, ma il “caso” Zappoli è già in discussione. Domani sera, nella riunione del gruppo Pd convocata dal capogruppo Marco Tartari, si valuterà la posizione del consigliere Gianluca Zappoli (nella foto), nei cui confronti è aperta una procedura di decadenza per le troppe assenze maturate nel corso del 2015.

A gennaio il presidente del Consiglio comunale Marco Bonzanini ha aperto ufficialmente la procedura di contestazione al termine della quale è prevista la decadenza. L’articolo 10, comma 6 dello Statuto comunale, infatti, afferma che “i consiglieri comunali che, a prescindere dalle giustificazioni, non intervengono ad almeno il 60% delle sedute del Consiglio Comunale di ciascun anno, sono dichiarati decaduti con deliberazione del Consiglio Comunale”. Nel 2015 Zappoli, su 17 sedute consiliari, è stato presente 5 volte e ha chiuso l’anno con un tasso di assenze pari al 64%, molto al di sopra del 40% richiesto. Per questo motivo il suo posto è a rischio. Finora, però, il presidente Bonzanini ha fatto melina tirando per le lunghe la pratica, nonostante le forti sollecitazioni di Giordano Andrea Ferrari, primo degli esclusi della lista Pd e subentrante, autore di una formale diffida. Venerdì sera Bonzanini ha rotto gli indugi trasmettendo ai consiglieri comunali di maggioranza – in vista dell’incontro di domani – l’e-mail ricevuta da Zappoli che, rispondendo alle contestazioni, spiega di essere sempre stato presente nel 2014 e che delle 11 assenze del 2015, 7 sono state giustificate da motivi di lavoro e preventivamente comunicate alla presidenza, tanto che sono state annotate nei verbali. Alla missiva Zappoli allega una sentenza del Tar Toscana, la 1510 del 2009, ch gli darebbe ragione perché ha reintegrato un consigliere di minoranza di un comune del Pisano risultato assente per cinque volte.

I due casi sono un po’ diversi l’uno dall’altro, anche perché se in Toscana si parlava di un consigliere di minoranza (quindi che non può incidere sugli orari di convocazione, peraltro mattutini) e di assenze consecutive, a Verbania il regolamento è esplicito nel definire quel “a prescindere dalle giustificazioni”. Questi argomenti saranno oggetto del confronto di domani, che non è scontato perché se Zappoli e il sindaco Silvia Marchionini sono decisi a resistere alla decadenza, nel gruppo Pd c’è qualche scetticismo.

Nel frattempo la minoranza, che sul caso Zappoli è stata (quasi) sempre compatta, oggi ha diffuso una nota stampa che stigmatizza l’operato di Bonzanini “che ha mandato comunicazioni alla sola maggioranza”, ha commetto una “scorrettezza” per la quale “ci aspettiamo che ne tragga le logiche conseguenze”. L’invito, nemmeno troppo velato, è per le dimissioni perché “il Presidente del Consiglio deve avere comportamenti imparziali, Bonzanini non è adatto a ricoprire questo ruolo”. A firmare questa nota congiunta sono quasi tutti i capigruppo di minoranza: Carlo Bava, Renato Brignone, Roberto Campan, Damiano Colombo, Michael Immovilli e Stefania Minore. Mancano all’appello Giorgio Tigano del Fronte nazionale, Mirella Cristina di Forza Italia e Vladimiro Di Gregorio di Sinistra Unita.

Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui. Se prosegui nella navigazione di questo sito acconsenti l'utilizzo dei cookie.