VERBANIA - 11-05-2023 -- Non solo resistenza e lesioni, ma anche calunnia. È già indagato, come ha riferito in aula il pm Anna Maria Rossi, il 30enne egiziano che la notte dell’11 aprile, passeggero d’una auto incidentata condotta da un amico, reagì con violenza ai carabinieri che gli chiedevano i documenti, colpendoli dopo aver cercato di andarsene e finendo immobilizzato con il taser.
Il giovane, uscito malconcio dallo schianto di una Cupra contro un cancello in via Rosmini, a Intra, il giorno che si presentò davanti al giudice per la convalida dell’arresto riferì che i segni che aveva addosso -visti la sera prima al Dea dal medico di turno- erano dovuti alle botte ricevute dai due carabinieri di Premeno (intervenuti insieme ai colleghi del Radiomobile) che s’erano accaniti con lui. Avvisato sulle conseguenze, ha confermato questa tesi, sulla quale la Procura ha fin da subito effettuato accertamenti, ascoltando le persone presenti quella sera. L’esito delle indagini deve essere evidentemente stato senza riscontro se è stato aperto un fascicolo con l’ipotesi di calunnia, reato più grave di quelli contestati.
Per i fatti dell’11 aprile, intanto, sarà processato con rito abbreviato condizionato all’acquisizione di documentazione medica e di una video che, fornito in chiavetta, è stato visionato in aula dal pm e dal difensore dei carabinieri aggrediti, l’avvocato Beniamino Ricca.


