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VERBANIA - 17-04-2023 -- La telefonata era arrivata sul numero dell’azienda, una società che rivende gas. Era un presunto cliente che voleva acquistare 5 bombole da 25 chilogrammi ciascuna e, per pagare, s’era proposto di procedere con un vaglia postale. I titolari non erano d’accordo e, trattando, si misero d’accordo per un pagamento delle cui modalità i venditori non s’accorsero essere truffaldine. Con la scusa di effettuare un trasferimento istantaneo di denaro tramite bancomat, il sedicente acquirente -un uomo- si accordò affinché, recandosi all’Atm più vicino, potesse effettuare l’operazione. Che, in realtà, come spesso capita nelle numerose truffe di questo genere, in realtà era al contrario. Inserendo la propria tessera e digitando le coordinate Iban d’una PostePay fornite da colui che voleva comprare le bombole, hanno trasferito, in due distinti movimenti, 2.000 e 1.400 euro, perdendo la somma totale di 3.400 euro.
Subito si sono accorti d’essere stati truffati e, già il giorno stesso, si sono recati dalla competente stazione dei carabinieri per denunciare la frode. Le indagini sul numero di cellulare utilizzato per la chiamata non hanno portato a nulla, perché è risultato intestato a un pakistano inesistente, non censito nelle banche dati nazionali. Quelle sulla carta PostePay hanno invece permesso di identificare un uomo residente in provincia di Varese, con numerosi precedenti di polizia per fatti di questo genere, che ora è a processo a Verbania per truffa aggravata.


