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VERBANIA - 13-04-2023 -- Il giudice Marianna Panattoni ha convalidato l’arresto, disponendo -come chiesto dal pm Anna Maria Rossi- l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e fissando al 21 maggio il processo per direttissima. Ma, oltre al procedimento per resistenza e lesioni, se ne aprirà un altro.
Durante l’interrogatorio all’udienza di convalida tenutosi oggi, infatti, il 30enne egiziano che l’altra notte ha aggredito i carabinieri in via Rosmini a Intra, dopo un incidente stradale di cui era stato lui stesso vittima, ha accusato i militari. “Mi hanno picchiato” - ha detto al magistrato, lasciando intendere che i segni sul volto e le ferite alla gamba sarebbero state provocate, non dal sinistro stradale, ma dagli appartenenti all’Arma intervenuti per primi.
E l’ha ripetuto anche dopo che, sia il pm, sia il giudice l’hanno invitato a ponderare bene le sue dichiarazioni e a parlarne con il suo avvocato, Elisa Parisi. I due sono usciti dall’aula per confrontarsi e, al rientro, l’arrestato ha confermato tutto.
Verosimilmente la Procura aprirà un fascicolo e accerterà le eventuali responsabilità dei militari che, se non dovessero sussistere, aprirebbero un altro scenario, configurandosi la calunnia, reato ben più grave di resistenza e lesioni, ma anche del rifiuto a fornire le proprie generalità, per le quali il giovane è stato denunciato a piede libero.
Secondo la ricostruzione della Procura, nella notte tra martedì e mercoledì l’egiziano, unico passeggero di un’auto che viaggiava da via Rosmini verso piazza Fabbri, è stato coinvolto in un incidente. Il conducente ha perso il controllo della vettura, che s’è schiantata contro il cancello d’un condominio, finendo pressoché distrutta.
Sul posto è intervenuta una pattuglia dei carabinieri della stazione di Premeno (successivamente, una del Radiomobile e una Volante della polizia) che, sinceratasi delle condizioni degli occupanti, ha chiesto i documenti al guidatore, cercando di sottoporlo all’alcoltest. È in questo frangente che il 30enne, che ha ammesso di aver ecceduto con l’alcol, ha reagito con insulti, minacce, pugni e calci, dando una testata a un carabiniere, rifiutandosi di fornire i documenti e cercando di andarsene, tanto da venir fermato col taser, sparato due volte.
La sua versione è differente. Dice che, dopo l’incidente, era sprovvisto di documenti e ha detto che sarebbe andato a casa -non distante- a prenderli a piedi e che, negandogli questa possibilità, i carabinieri l’hanno fermato e picchiato.


