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STRESA - 07-04-2023 -- “L’acqua del pozzo del lungolago di Stresa non è utilizzabile per l’irrigazione”. Porta la firma della dottoressa Elena Zarantonello, dirigente responsabile dell’Asl, la lettera con la quale si scrive un nuovo capitolo della querelle dell’acqua ferruginosa che, dalla scorsa estate, ha colorato di marrone monumenti e lampioni del lungolago della Perla del Lago Maggiore. La missiva è la risposta alla segnalazione di Canio Di Milia, capogruppo di minoranza di Grande Stresa che, lo scorso agosto, dopo che la giunta Severino aveva deciso di non chiudere l’impianto di irrigazione nonostante il problema fosse stato accertato, aveva scritto a Arpa, Provincia e Soprintendenza per chiedere chiarimenti sui potenziali danni alla salute e su quelli ai monumenti.
Dopo una prima serie di analisi effettuata in estate, Arpa ha ripetuto i test nel mese di febbraio, cioè in una stagione differente e con temperature e condizioni diverse. Gli esiti sono stati i medesimi: nell’acqua ci sono forti concentrazioni di ferro e di manganese, che danneggiano pietra e metallo poiché sono corrosivi. Ora il Comune, che con Pasqua entrerà nel vivo della stagione turistica, ha tre scelte: o tenere chiusa l’irrigazione, o utilizzare un’altra fonte di approvvigionamento, oppure adottare correttivi. “Nel caso in cui il Comune intenda ripristinare la funzionalità dell’opera di captazione a scopo irriguo – scrive Arpa – è consigliata la consultazione della bibliografia disponibile, nonché di comunicare alla scrivente Agenzia gli esiti delle valutazioni effettuate prima di procedere all’utilizzo”.
I problemi dell’irrigazione del lungolago, che già negli anni passati s’era dimostrata carente, risalgono alla giunta Bottini. Fu l’ex sindaco (anche assessore ai Lavori pubblici) a commissionare la manutenzione straordinaria dell’impianto, che funzionava a tratti anche per via di alcune tubazioni danneggiate, decidendo di realizzare un nuovo pozzo di captazione. Il pozzo è entrato in funzione solo nel 2022, dopo altri investimenti per tubi, filtri, augelli e opere varie che, tra il 2020 e il 2022, sono costati oltre 17.000 euro. L’anno scorso l’Amministrazione successiva -giunta Severino- ha riacceso l’irrigazione e il lungolago s’è colorato di arancione per via dell’acqua ferrugginosa, utilizzata per tutta la stagione.


