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VERBANIA – 15.01.2016 – Poco pubblico, poche informazioni

in più di prima. Si può sintetizzare così l’esito del primo incontro informativo sulla privatizzazione del forno crematorio. L’ha organizzato ieri sera all’auditorium Sant’Anna il comitato di Quartiere Pallanza-Sant’Anna, ospitando i promotori della consultazione popolare e il Comune che, tramite il voto del Consiglio municipale, s’è già espresso per questa soluzione e ha ricevuto una proposta d project financing da un consorzio di imprese ossolane.

Partendo dalle presenze, il conto è presto fatto: una sessantina di persone, quasi tutti addetti ai lavori schierati pro-referendum (nessuno, per esempio, della maggioranza che governa Verbania). A reggere le parti dell’Amministrazione comunale un politico – l’assessore ai Lavori pubblici Massimo Forni – e un tecnico – il dirigente Aurora Martini. Il primo ha delineato le ragioni programmatiche per cui la giunta ha scelto questa strada: con poche risorse disponibili, personale prossimo alla pensione e impossibilità di investimenti, preferisce investire in turismo e cultura. Ha fatto discutere l’intervento di Forni, polemico con quei “dieci che hanno influito sulla progettualità, e perché non avete promosso il referendum due anni fa sul teatro?”. Il riferimento è ai dieci promotori – che hanno annunciato peraltro di aver già raccolto più delle mille firme chieste per la consultazione popolare – e al fatto che, pendendo un quesito referendario, alla giunta è impedito ogni atto.

Il referendum, che per essere valido deve contare circa 8.500 votanti (il quorum è il 50% delle ultime elezioni), si sta incamminando sui binari che conducono alle urne. A breve i promotori consegneranno le mille firme, verificate le quali si dovrà fissare una data – che per buon senso potrebbe essere la stessa del referendum costituzionale, prefettura permettendo e se ci sarà la volontà politica – e lanciare la campagna elettorale. Una campagna che, viste le premesse e non potendo soppesare appieno il progetto di gara, sarà molto incentrata sull’ideologia: no al privato nel pubblico, no all’inquinamento, sì alla razionalizzazione dei costi e ai risparmi.  

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