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VERBANIA - 20-02-2023 -- S’è costituito in questura e, da lì, trasferito in carcere per scontare una pena residua di poco inferiore ai due mesi. È finita spontaneamente la latitanza del 39enne verbanese Maringlen Stojani, l’albanese che, il 1° maggio del 2021, fu arrestato insieme alla sorella per resistenza, oltraggio e lesioni ai poliziotti. Il suo “movimentato” arresto ebbe una certa rilevanza mediatica perché parte della scena, ripresa con un telefonino dal balcone al piano di sopra del bar di Intra in cui avvenne l’episodio, fu diffusa dai media e rilanciata dai social network. L’arrestato e il suo legale, l’avvocato Gabriele Pipicelli, denunciarono l’uso eccessivo della forza da parte degli operanti di polizia che finirono indagati ma le cui posizioni, nonostante l’opposizione, vennero archiviate.
Lui, invece, è stato condannato a 3 anni e 8 mesi. La sentenza di primo grado, a Verbania, è stata pronunciata nel dicembre del 2021, quando Stojani -che ha in corso un altro procedimento penale per lesioni aggravate- già s’era reso irreperibile. La Corte d’Appello l’ha confermata il mese scorso, riducendo la sola pena per la sorella ma ribadendo la ricostruzione dei fatti e non concedendo alcuno sconto. La sentenza non è definitiva.
La reazione contro una pattuglia della polizia che, in borghese, stava effettuando un controllo anti-Covid nei locali pubblici, nacque per qualche parola di troppo e finì con l’uso della forza fisica. Marinela, la sorella, nel divincolarsi dall’agente che la bloccava, gli sfilò anche la pistola dalla fondina che teneva nella cinta dei pantaloni. Per fermare lui, dotato di una certa forza fisica e che si presentava in stato alterato, fu necessario l’intervento di tre pattuglie e di cinque agenti, che ne uscirono tutti feriti. Il più grave riportò la frattura di un pollice.


