![]()
VERBANIA - 17-02-2023 -- Il giudice s’è riservata una nuova perizia psichiatrica, per stabilire se l’imputato è capace o meno di intendere e di essere processato. Nonostante un medico nominato dal Tribunale l’abbia giudicato sano di mente, permangono i dubbi sulle condizioni di un 45enne ossolano accusato di stalking, lesioni aggravate, resistenza e oltraggio. Attualmente detenuto in custodia cautelare a Biella, è oggetto di quattro diversi procedimenti penali. Due sono per stalking, per aver perseguitato una ragazza di vent’anni più giovane di lui che non ha mai conosciuto e della quale s’è invaghito. Per mesi le ha fatto doni, le ha scritto (anche sui social network, in post pubblici) e l’ha pedinata incutendo in lei, nei suoi familiari e nei suoi amici, un forte stato d’ansia.
Due diffide verbali dei carabinieri e un divieto di avvicinamento non l’hanno fermato e quando ha pesantemente picchiato il padre di lei, la Procura è intervenuta chiedendone l’arresto. Il giorno che la polizia domese e i vigili del fuoco si sono recati nell’abitazione in cui s’era asserragliato, li ha minacciati con un’ascia e li ha aggrediti prima d’essere ammanettato.
Da allora -aprile dell’anno scorso- si trova in carcere e, in questa condizione per cui non può essere un pericolo per gli altri, ha iniziato ad affrontare i procedimento penali a suo carico. Nel primo dei due per stalking, che dovrebbe chiudersi la prossima settimana, la perizia del medico incaricato dal gup lo giudica sano di mente. In quello per resistenza che s’è aperto oggi davanti al giudice Beatrice Alesci, la difesa -avvocati Domenico Capristo e Rosalba Di Fede- annunciando la volontà di procedere con rito abbreviato, ha chiesto che fosse subordinato alla testimonianza del proprio consulente, secondo cui l’uomo ha problemi psichiatrici, e da tempo: è stato congedato dalla leva militare dopo un solo mese – hanno spiegato –, assume da anni un farmaco antidepressivo e il medico del carcere ha riscontrato patologie serie.
Più che sull’ammissione al rito alternativo, il giudice s’è riservata di nominare un altro consulente, per un ulteriore approfondimento. Farà sapere la sua decisione alle parti e, nell’ipotesi di dover ricorrere a una nuova perizia, nominerà direttamente lei il medico incaricato.


