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p d giustizia 22

VERBANIA - 16-12-2022 -- Il fatto non sussiste. Come per la frana mortale che il 18 marzo 2017 costò la vita a un motociclista, anche per lo smottamento che -a un anno e mezzo di distanza- si verificò nello stesso punto della ss 34, Anas e i suoi tecnici non furono responsabili. Stamane il Tribunale di Verbania ha assolto con formula piena dall’accusa di frana colposa gli ingegneri Angelo Gemelli e Marco Perna. Entrambi dirigenti Anas, nel 2018 avevano in capo la competenza della statale del Lago Maggiore. A quell’epoca erano in corso i lavori di sistemazione del versante franato, per il quale era stata prevista la posa di due barriere paramassi, a diverse altezze, in località Puncetta di Cannobio. L’accordo era che di quella superiore si sarebbe occupato il Comune e, di quella inferiore, l’ente stradale.

Il 6 novembre si verificò, nel medesimo punto dell’episodio mortale del 2017, la caduta di diversi massi sull’asfalto. Non si contarono feriti, ma la Procura di Verbania, che già stava indagando sulla frana dell’anno precedente, aprì un fascicolo. Il sostituto procuratore Nicola Mezzina, titolare del procedimento, ritenendo che il distacco sia stato di responsabilità di Anas, ha mandato a processo i suoi responsabili. Difesi dagli avvocati Vincenzo Adamo e Bruno Stefanetti, sono stati assolti dal giudice Beatrice Alesci nonostante la richiesta di condanna a 6 mesi ciascuno.

L’assoluzione segue il proscioglimento pronunciato nel luglio del 2021 dal gup Rosa Maria Fornelli nei confronti di altri tre manager dell’Anas e dei due fratelli milanesi proprietari del terreno dal quale si staccò il masso che centrò la moto di un 68enne farmacista svizzero, uccidendolo sul colpo. Allora venne assolto anche l’ex sindaco di Cannobio Giandomenico Albertella, che scelse il procedimento con rito abbreviato.

 


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