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VERBANIA - 23-09-2022 -- Non diede alcuno schiaffo allo studente ma, anzi, fu lei ad essere aggredita. È stata assolta con formula piena, su richiesta dello stesso pm Anna Maria Rossi, la 38enne docente di scuola media a processo per abuso dei sistemi di correzione.

Al centro del procedimento penale sono stati i fatti accaduti in una classe terza d’un istituto della provincia nel febbraio del 2020, poche settimane prima del lockdown. Un ragazzo non ancora quattordicenne, affetto da disturbi dell’apprendimento e seguito da due insegnanti di sostegno, ebbe una discussione con la docente. Il motivo era futile. Il ragazzo tratteneva a sé il telecomando della lavagna interattiva multimediale, che non voleva consegnare alla prof che ne aveva bisogno per la lezione. La discussione sfociò in un contatto fisico. Secondo l’insegnante, come poi corroborato dai testimoni, fu il giovane a stringerle forte il braccio, spingerla contro il muso nel contendersi l’oggetto e a colpirla con un calcio, prima che si divincolassero. Ma il racconto dell’adolescente alla mamma fu di tenore opposto: l’insegnante mi ha dato una sberla.

Ed è questo il fatto che, denunciato alle autorità, ha portato al processo. In aula sono stati ascoltati, tra gli altri, la mamma e lo stesso ragazzo, che oggi ha 16 anni, e sono emerse incongruenze anche rispetto alle testimonianze degli altri presenti. Lo stesso ragazzo al pm Anna Maria Rossi ha fornito versioni diverse e contrastanti tra loro, correggendo poi il tiro, tanto che la medesima accusa ha scelto di chiedere l’assoluzione, stabilita dal giudice, che ha pienamente scagionato la professoressa.

 


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