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VERBANIA - 10-06-2021 -- Affermazioni “false e ridicole” per le quali minaccia querele. È dura la presa di posizione che Francesco Saluzzo (nella foto), procuratore generale presso la Corte d’Appello di Torino, prende sulle polemiche tra magistrati e avvocati nato sul caso della funivia di Stresa. Il capo dei pubblici ministeri piemontesi, già Procuratore capo di Novara (con Olimpia Bossi come vice), ieri ha replicato alle ipotesi secondo cui, dietro il provvedimento con cui il presidente del Tribunale di Verbania Luigi Montefusco ha tolto il fascicolo del disastro della funivia al giudice Donatella Banci Buonamici per assegnarlo alla collega Elena Ceriotti, ci sia un suo intervento.

Saluzzo se la prende con gli avvocati che, tramite le Camere penali (quella di Verbania e quella nazionale), avevano chiesto di chiarire le indiscrezioni giornalistiche trapelate il giorno prima: “Trovo gravemente offensivo (per non dire oltraggioso) ipotizzare che io o il Procuratore della Repubblica (un magistrato tra i più corretti che io abbia conosciuto) abbiamo posto in essere ‘manovre’ occulte (poiché altro non potrebbero essere) per ottenere un risultato illecito” – afferma.

“Solo chi non mi conosce o ritiene che difetti in me un livello medio di intelligenza o di preparazione tecnica, può ipotizzare che io abbia posto in essere comportamenti così grossolani” - aggiunge sottolineando che tali accuse fanno torto anche a Montefusco, al quale dice di aver chiesto chiarimenti sulle minacce da lui denunciate nel comunicato stampa della scorsa settimana in cui, esprimendo solidarietà al gip Banci Buonamici, aveva parlato di gogna mediatica e, appunto, di minacce nei suoi confronti. “Essendo l’unico ed esclusivo titolare delle iniziative in materia di sicurezza personale dei magistrati e delle sedi giudiziarie – conclude - ho chiesto di relazionare sul punto, al fine di mettermi in condizioni di fare, eventualmente, le mie richieste e le mie proposte al competente organismo della prefettura”.

 


 

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