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VERBANIA - 04-05-2021 -- Il suv Audi da 57.000 euro l’aveva preso in leasing utilizzando una “testa di legno”, deciso fin dall’inizio a non pagare nemmeno una rata e, forse, confidente che nessuno gli avrebbe presentato il conto. Ma la giustizia quel conto gliel’ha presentato, anche abbastanza salato. Un anno e otto mesi è la condanna che il Tribunale di Verbania ha stabilito per un uomo della provincia di Brescia che nel 2016 era venuto in possesso di una Q5 presa in leasing all’Autoarona. L’intestataria era una ditta della quale l’uomo era l’amministratore di fatto ma che, in realtà, aveva come legale rappresentante un prestanome, una testa di legno. Fu lui che firmò i documenti per il contratto di leasing stipulato con una finanziaria con sede nel Cuneese.

Ed è da lì che, non giungendo i pagamenti rateali, partì la denuncia dalla cui indagine è emerso il nome del bresciano, vero fruitore del veicolo, e non solo per le ammissioni del prestanome, ma anche perché durante un controllo stradale fu fermato proprio al volante di quel veicolo. Una prova in più nel procedimento per truffa al termine del quale è stato condannato.

 


 

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