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VERBANIA - 27-01-2021 -- Vizi nei documenti consegnati dai vigili agli automobilisti, un impianto che funziona diversamente da quanto previsto, segnaletica poco chiara… È (anche) su questi motivi, tre dei dodici contenuti nel ricorso depositato al giudice di pace, che l’avvocato Laura Ferrara punta per l’annullamento dei verbali che i suoi clienti, più di un centinaio, hanno ricevuto in autunno dal comune di Ornavasso. È il “caso”, clamoroso soprattutto nei numeri (circa 1.600 sanzioni in poco più di un mese, tra agosto e inizio settembre), del photored di Ornavasso, il sistema di rilevamento automatico che l’Amministrazione ossolana ha attivato in estate per controllare e sanzionare chi passa con il rosso all’incrocio tra la statale 33 (l’uscita della superstrada) e via Di Dio, in corrispondenza di due strade vicinali, dove dal 2007 è in funzione un semaforo.

Secondo l’avvocato, che ieri ha iniziato la discussione di una ventina di ricorsi davanti al giudice di pace Silvia Terracciano, le multe vanno annullate. Innanzitutto perché le foto, non allegate alla multa notificata a casa ma successivamente consegnate dai vigili su richiesta delle parti, sono prive dell’indicazione del giorno e dell’ora in cui sono state scattate; poi perché manca il decreto prefettizio che autorizza l’impianto, installato senza che sia stato dichiarato il tasso di incidentalità che lo giustifica; perché il tempo di permanenza del giallo è troppo corto; perché la popolazione non è stata adeguatamente informata; e perché la segnaletica è poco chiara. Uno dei punti cardine dei ricorsi è, però, il funzionamento del semaforo stesso. Non del photored, la cui omologazione non viene contestata, ma proprio dell’impianto. Nel 2006, in fase di progettazione, il Comune ne discusse con la Provincia, titolare della strada, che insistette affinché il semaforo restasse sempre verde per il traffico tra ss33 e sp166 e che diventasse rosso solo quando le spire affondate nell’asfalto delle strade laterali minori segnalassero l’arrivo di veicoli. La ratio era non interferire con la viabilità principale. Così è accaduto sino a qualche tempo fa perché, adesso – e i ricorrenti hanno depositato i video che lo dimostrano – il rosso scatta alternativamente per chi (i più) esce od entra dalla superstrada con gli stessi tempi per chi (una minima parte) proviene o è diretto nelle strade vicinali.

L’avvocato ha esposto questi punti al giudice, in contraddittorio con l’avvocato Gianni Vicini, legale incaricato dal Comune, e in contraddittorio con il comandante della polizia locale Lorenzo Maffioli. Salvo il comportamento degli automobilisti tutto è regolare secondo il Comune, che nega anche la possibilità che sia riconosciuto il cosiddetto cumulo giuridico. Per chi ha subito più verbali, infatti, al secondo è prevista come sanzione accessoria la sospensione della patente. I ricorrenti chiedono che, se confermate, le sanzioni plurime si considerino come una sola.

L’udienza è stata rinviata al 6 luglio ma, nel frattempo, anche di fronte all’altro giudice di pace Filippo Bertozzi, si saranno discussi altri ricorsi. In attesa di una decisione, comunque, i due magistrati togati hanno sospeso le sanzioni.

 


 

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