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ph red

VERBANIA - 26-01-2021 -- Un’intera udienza interamente dedicata a un solo caso, 28 fascicoli distinti che hanno come unica controparte il comune di Ornavasso. A tre mesi di distanza dal caos –con tanto di fila di cittadini in protesta davanti allo sportello– scoppiato con la pioggia di verbali che l’ente ha notificato, uno in fila all’altro, a distanza ravvicinata e spesso con plurime contestazioni, la questione approda davanti al giudice di pace. Tocca alla dottoressa Silvia Terracciano iniziare a valutare una parte dei ricorsi (condivisi con l’altro gdp verbanese Filippo Bertozzi) presentati da coloro che sono incappati nel verbale per essere passati, sotto l’occhio elettronico e fotografati, col rosso al semaforo sulla provinciale della Val d’Ossola posto all’uscita dello svincolo dell’A26. Oltre alla sanzione amministrativa è prevista, per questa violazione al codice della strada, anche la decurtazione di 6 punti (12 per i neopatentati) dalla patente, che diventa sospensione della licenza di guida qualora si incappi nella medesima infrazione entro due anni. Che, per diversi automobilisti ossolani e non solo, è una circostanza concreta.

Non al momento perché, nel ricevere i ricorsi, i due gdp di Verbania hanno sospeso provvisoriamente le multe in attesa di una discussione di merito, che si protrarrà per mesi. Dei, pare, oltre mille verbali notificati ai primi di settembre e relativi ai mesi di luglio (quando è entrato in funzione il photored) e agosto, infatti, più d’un centinaio sono stati impugnati di fronte al gdp. Iscritti all’udienza odierna ce ne sono 28, ma la trattazione di altri è già stata calendarizzata nei mesi a venire. Né verosimilmente oggi ci potrà essere una decisione poiché, per tutti, il comune di Ornavasso s’è costituito, affidandosi all’avvocato Gianni Vicini, solo ieri, a ventiquattro ore dall’udienza. Avrebbe potuto farlo anche oggi, rendendo scontato il rinvio che potrebbe essere chiesto dalle controparti per meglio analizzare i motivi di opposizione.

La questione del photored è nota. Da almeno quindici anni esiste, sull’ex statale del Sempione, all’innesto con due strade laterali vicinali, un semaforo che regola il passaggio in favore di chi entra ed esce dalle vie secondarie. Riscontrando le segnalazioni di frequenti infrazioni, già l’anno scorso l’Amministrazione del sindaco Filippo Cigala Fulgosi aveva deciso di mettere un impianto meccanizzato che rilevasse i passaggi col rosso. Impianto entrato in funzione e che, per due mesi, ha letteralmente falcidiato gli automobilisti, accertando migliaia di infrazioni. Che, per un certo periodo, sono rimaste nel cassetto, non notificate. Quando gli uffici, alla scadenza dei termini per la contestazione, ha iniziato a spedirle, ne sono piovute a frotte, suscitando le proteste di tanti.

Dalle proteste ai ricorsi il passo non è stato automatico. Qualcuno ha pagato, altri si sono rivolti alla prefettura, molti hanno direttamente chiesto l’annullamento al giudice di pace. Che, nel merito, dovrà decidere sulla base dei motivi di ricorso -al momento noti solo agli avvocati- ai quali il Comune si oppone. La questione sta tutta qui, sul piano giuridico, nel capire se qualcosa (la notifica del verbale, la prova dell’infrazione, il funzionamento dell’impianto, la sua autorizzazione…) non è stato fatto nei termini di legge. Diversamente, le multe resteranno valide.

 


 

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