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VERBANIA - 25-01-2021 -- Assolta con formula piena: la sua critica a chi postò su Facebook i simboli del nazismo fu legittima. Sono bastati pochi minuti di camera di consiglio al giudice Annalisa Palomba per chiudere il processo che vedeva alla sbarra l’ex sindaco di Belgirate, e presidente del circolo Anpi del Vergante, Flavia Filippi.

Nel 2018, quando era capogruppo di minoranza, alla notizia che l’allora primo cittadino (Valter Leto, deceduto prima della fine del mandato) e la sua giunta avevano incaricato come addetto stampa del Comune - una giovane giornalista, era andata a guardarne il profilo Facebook, scoprendo che riportava due fotografie quantomeno discutibili. La prima, senza commento, raffigurava l’ingresso del campo di concentramento di Buchenwald con la scritta “Jeden das Seine” (a ciascuno il suo); la seconda una torta di compleanno con la svastica e la scritta “per il compleanno del nostro Fuhrer”.

La reazione, indignata, fu il seguente post sulla pagina Belgirate viva (la sua lista civica): “Cari belgiratesi, la geniale Amministrazione di Belgirate ha pensato bene di impegnare 5.500 (cinquemilacinquecento) euro per conferire l’incarico di Addetto alla Comunicazione (!!!???) ad una persona che non conosce la Storia ed ha il coraggio di pubblicare sul suo profilo Facebook foto inaccettabili come queste (…).Niente male per un paese che si onora di due Martiri cui è stata conferita la Medaglia d'Oro al Valor Militare. L'indignazione non può più bastare”.

Le polemiche che seguirono indussero la giornalista a rinunciare all’incarico, ma anche a presentare denuncia ai carabinieri per diffamazione. Accusa avallata dal sostituto procuratore Sveva De Liguoro, che ha disposto il rinvio a giudizio della consigliera comunale. Nel procedimento tenutosi oggi sono stati ascoltati la parte offesa, costituita parte civile con l’avvocato Claudio Teruggi, e l’imputata. La prima ha negato di essere simpatizzante nazista e ha detto di aver subito gravi conseguenze lavorative da quel post. La seconda ha rimarcato il diritto di critica, spiegando che non aveva come bersaglio la professionista, ma l’Amministrazione. Il pm Maria Portalupi ha chiesto la condanna a 800 euro di multa. La parte civile ha chiesto un risarcimento non inferiore a 3.000 euro di provvisionale ritenendo provata la diffamazione. È il primo caso in Italia in cui chi, per di più amministratore pubblico e presidente dell’Anpi, critica l’esibizione di simboli nazisti finisce a processo – ha detto l’avvocato difensore, Canio Di Milia, rammaricandosi delle decisioni della Procura e sottolineando che, forse, avrebbe dovuto approfondire se quei post non violassero la legge Mancino sull’apologia di nazismo e fascismo. Una tesi, questa, accolta dal giudice che ha assolto Filippi perché il fatto non sussiste.

 


 

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