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tribunale aula a vuota

VERBANIA - 08-01-2021 -- Ha ingannato la venditrice, convincendola che stesse ricevendo un pagamento quando, invece, era lei che lo stava effettuando. È una truffa on-line particolare, fuori dal classico copione della mancata spedizione della merce pagata ma non consegnata, quella per la quale al Tribunale di Verbania è a processo un 41enne sudamericano residente nel Milanese. L’uomo è accusato di truffa aggravata per essersi impossessato di 2.600 euro, ricevuti sul suo conto corrente con cinque ricariche ravvicinate effettuate da una sessantenne ossolana nell’estate del 2019. La donna aveva pubblicato sul sito subito.it un annuncio per la vendita di alcuni mobili, tra cui un tavolo (il prezzo: 300 euro) e una credenza (500). A questi arredi si dimostrò interessata tal Laura, una giovane tra la trentina e la quarantina, che le telefonò. Tra chiamate e messaggi l’accordo di compravendita fu chiuso. Sulla modalità di pagamento l’acquirente disse che avrebbero proceduto con una ricarica sulla carta di debito della venditrice. Che, nella tarda mattinata del 3 luglio, si recò allo sportello Atm della sua banca e, seguendo via telefono le istruzioni di Laura, inserì il numero della carta Poste-pay che le fu dettato, nell’operazione che pensava avesse lei come beneficiaria. In realtà la signora ossolana stava ricaricando la carta -poi risultata intestata all’imputato, mentre il numero di cellulare usato da Laura risultò attivato da un pakistano irreperibile- con i soldi del proprio conto. Era talmente convinta della buona fede della sua interlocutrice che ripeté i pagamenti più volte perché quella le disse che non erano andati a buon fine. A una prima operazione da 500 euro ne seguì una seconda da 300, una terza da 800, una quarta da 500 e una quinta ancora da 500. L’ultima non andò a buon fine, probabilmente perché era stato superato il limite giornaliero dei pagamenti al bancomat. Fu in quel momento che la donna s’accorse che qualcosa non andava. E lo disse all’acquirente che, ammettendo l’errore, le disse che l’avrebbe rimborsata. I 2.100 euro, però, non sono mai stati restituiti e l’ossolana ha presentato denuncia. Le indagini hanno individuato il sudamericano come colui che ha ricevuto il denaro. Per lui, difeso d’ufficio dall’avvocato Euro Moroso, il pm ha chiesto la conanna a 9 mesi. Il giudice Antonietta Sacco ha rinviato al 14 gennaio per repliche e sentenza.

 


 

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