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VERBANIA - 03-01-2021 -- “Un anno di ‘fesserie’”. È con questo lapidario titolo che Alessandro Ambroso ha aperto il supplemento di fine 2020 al bollettino mensile che il suo studio invia tramite newsletter ai clienti. Il commercialista verbanese l’utilizza come strumento per aggiornare sulle novità fiscali e tributarie. Che, nell’anno della pandemia, dei Dpcm e dei vari decreti (Aprile, Maggio, Cura Italia, Rilancio, Ristori, Ristori bis…), sono state una selva. Anzi: una jungla nella quale i primi a far fatica ad orientarsi sono stati proprio i professionisti.

In un Paese strangolato dalla burocrazia, il governo ha partorito una serie di norme cervellotiche. Quelle che, per l’appunto, il commercialista ha bollato come “fesserie”. “Ne abbiamo scelte circa una per mese, non necessariamente le più clamorose ma le più semplici da illustrare – scrive nella newsletter –: non diciamo che avremmo potuto identificarne una al giorno, ma una alla settimana probabilmente si (la lettura però sarebbe stata pesante). Quanto illustrato è tutto vero, magari in parte semplificato: forse vi farà sorridere, probabilmente arrabbiare… a noi, sinceramente, preoccupa!”.

Ne è nato una sorta di “annuario” che inizia dalla lotteria degli scontrini di gennaio 2020 -poi prorogata al 2021- che impone agli esercenti, Pos, registratori di cassa con lo scontrino parlante, lettori di Qr-code e una marea di incombenze; e che si chiude con l’Iva al 22% (anziché al 10%) per il delivery food, cioè il ripiego dei ristoratori per non chiudere in zona rossa o durante il lockdown che diventa un balzello.

In mezzo ci sono i bonus a pioggia che sono insufficienti, come quello per chi assume in tempo di Covid-19 (su 329,4 milioni solo il 3,76% era destinato alle Regioni del centro-nord); quelli assegnati con il click-day e la filosofia del ‘chi tardi arriva, mal alloggia’ che taglia fuori decine di migliaia di contribuenti e si chiude in pochi secondi; o quelli aperti a tutti e distribuiti, sotto forma di credito d’imposta del 60%, per gel e disinfettanti, che hanno avuto una copertura solo del 9,385%.

Settembre è stato il mese dei bonus e della agevolazioni “nessuna utilizzando gli stessi criteri di un'altra!!!”. Si sono distinte per qualifica del percettore (imprenditore o professionista); per l’ammontare del fatturato (alcuni con meno di 5 milioni, altri con meno di 35.000), per il calo dello stesso (-50%, un terzo, calcolato aprile 2020 su aprile 2019, o semestre su semestre), per modalità di richiesta (Sito Inps, Regioni, Spid, Poste Italiane….), per colore della Regione (e, soprattutto, a una specifica data); per appartenenza a zone terremotate o alluvionate.

Peculiare quanto accaduto con i Cud dei pensionati, che l’Inps ha deciso fosse obbligatorio scaricare da internet (con le difficoltà del caso per i non nativi digitali) in aprile ma che, a tanti, in dicembre -a dichiarazioni dei redditi presentate e chiuse- è arrivato cartaceo con la dicitura “ci scusiamo per l’eventuale disagio arrecato, ma ciò le permetterà di presentare la dichiarazione dei redditi sulla base di una Certificazione Unica corretta”.

Burocrazia opprimente anche per la cassa integrazione che, una volta chiesta on-line alla Regione, è dovuta passare per 10 step, con un viavai di pec e pratiche telematiche (una per ogni dipendente) tra Regione, Inps, datore di lavoro.

Un capitolo a parte lo merita il cash-back, del quale non tutti i meccanismi sono stati chiariti. Cioè che: il rimborso massimo per ogni transazione non è il 10% bensì 15 euro; che erano necessari almeno 10 acquisti entro fine 2020 (che diventeranno 50 per semestre non cumulabili dal 1/1/21); che non vale per gli acquisti on-line.

 


 

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