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cota roberto
Trentacinque milioni di cartelle esattoriali in arrivo, più altri quindici milioni di accertamenti pronti per essere recapitati. Queste sono le prossime azioni del fisco in piena pandemia. Negli altri Paesi, lo Stato sostiene le attività produttive in difficoltà. Da noi, il premier va in televisione a dire con aria paternalistica che cosa possiamo e non possiamo fare, ma poi, in concreto, il fisco si scatena contro i cittadini. Già, perché è proprio il governo a stringere una tenaglia mortale. Da un lato, con le misure del lockdown impedisce di lavorare; dall’altro, pretende le tasse anche da chi è nell'impossibilità di pagarle. Lo scollamento dalla realtà è totale. Non si tratta di invocare condoni o colpi di spugna generalizzati, ma semplicemente un po’ di buonsenso. Il problema del rapporto tra cittadini e fisco andrebbe affrontato e risolto alla radice, una buona volta, con una riforma ispirata ad un fisco giusto e sostenibile. La drammatica situazione legata al Covid avrebbe potuto essere l’occasione. Invece, la sensazione è che inesorabilmente i nodi stiano arrivando al pettine. Occorre fare attenzione perché nel paese reale monta ogni giorno una rabbia che potrebbe diventare ribellione.
Buona domenica e buona settimana.
Roberto Cota
 

 

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